Oristano, 8 agosto 2026 – Cosa succede quando gli animali diventano vecchi? E come alleviare i loro disagi, soprattutto con queste temperature record quando per cani e gatti inizia la senescenza, che vuol dire anche minore vitalità e maggiore vulnerabilità, acciacchi e disorientamento?
Domande per Monica Pais, veterinaria e scrittrice, dalla clinica Duemari di Oristano è arrivata al cuore d’Italia con infinite storie ma prima di tutto con Palla, la cagnetta morta a giugno, l’ha curata e amata per 10 anni, era stata seviziata con un laccio attorno al collo. Per lei ha appena ricevuto ad Asiago il premio Custodi della terra da Licia Colò.

Monica Pais con la pitbull Palla
Pais non racconta solo storie. Piuttosto, senza ‘pelosità’, è capace di indagare nel profondo il rapporto tra uomini e animali, senza nascondersi che “tante volte è folle, da ogni punto di vista”. Aggettivo da prendere non soltanto in un’accezione negativa.
Dottoressa Pais: con il caldo estremo cosa succede a un animale in senescenza? Che consigli può dare al proprietario?
“I cani soffrono molto di più delle persone, perdono temperatura solo attraverso l’evaporazione del cavo orale, per questo ansimano. Possono sudare solo attraverso i polpastrelli. Quindi un cane al sole, sul basolato, sul cemento o sull’asfalto, soffre sempre, anche se è giovane. Evidentemente queste difficoltà aumentano se è anziano. Se potessimo osservare degli animali liberi d’estate in Sardegna a mezzogiorno non ne vedremmo neanche uno a certe temperature e in certi orari, sarebbero tutti rintanati in qualche buca più fresca, in attesa di un clima migliore”.
Che errori si commettono con gli animali anziani?
“Parlando ancora dei cani: per gli uomini restano come bambini per sempre. Ma questa è una distorsione. Però bisogna essere sinceri, nella stragrande maggioranza dei casi le persone sono consce dell’età, della vecchiaia e della morte dei loro animali, le vedono come la fine di un circuito. Quindi tutto sommato godono anche degli ultimissimi momenti, quelli nei quali bisogna essere vicini a chi si ama per sostenerlo e aiutarlo”.

Un bel primo piano di Monica Pais, veterinaria e titolare della clinica Duemari di Oristano (foto Facebook)
E pretendiamo sempre di essere accompagnati in lunghe passeggiate come quando i nostri cani erano ‘giovani’?
“Questo sì, tante volte vediamo a passeggio negli orari di punta animali anziani, evidentemente anziani, ai quali si chiedono prestazioni che a un novantenne non si richiederebbero mai. Rientra sempre nella stessa logica, i cani per i proprietari sono ‘bambini’ per sempre. Noi lo vediamo spesso e soprattutto nel periodo estivo, alle nostre latitudini, queste sono cose che gli animali pagano”.
Quanto può vivere un cane che stia bene, senza troppi problemi?
“Dipende dalla dimensione, più sono grandi e meno possibilità hanno. Un alano di 10 anni è veramente vecchissimo”.

Monica Pais con Palla, la pitbull che aveva il muso deformato da un collare crudele
A questo link le info sulla onlus Effetto Palla
Perché?
“Perché i cani hanno un dimorfismo enorme. Ci sono i chihuahua e i gran danesi, insomma gli alani. Quindi la fisiologia non è stabile. Mentre in realtà più o meno un uomo è uguale all’altro, per il cane questo non succede. Al peso corporeo è legata un’incidenza diversa della vita. E non è raro vedere cani di piccola taglia, soprattutto femmine, soprattutto non sterilizzate, come ci dicono gli ultimi studi, e anche meticci, arrivare a 18-19-20 anni, ma in scioltezza. Certo non si possono portare a fare i cento metri a ostacoli però stanno bene”.
Il gatto invece, quanto può vivere?
“Partiamo da una considerazione: ha sempre, sostanzialmente, la stessa dimensione. Se consideriamo quello europeo, una femmina può pesare fino a 4/5 chili, un maschio al massimo 7. Quindi i gatti agevolmente arrivano ai 18-20 anni, se non ci sono dei problemi precedenti, anche se la vita media naturalmente è più bassa. Però un gatto di quell’età non è un'eccezione, un cane invece sì”.
Qual è l'animale che l'ha più sorpresa per longevità?
“Non posso dimenticare un Terranova, aveva già dieci anni, quindi era molto anziano. Epilettico fra l'altro, è stato molto male, ha avuto crisi a grappolo, pensavamo morisse. Invece piano piano si è ripreso ed è vissuto altri otto anni. Diciotto anni per un cane così sono un'enormità, un traguardo da Guinness dei primati. Ogni tanto mi viene il dubbio che possa aver resettato l'orologio biologico”.
Invece tra gli animali selvatici?
“Loro sono molto meno standardizzabili. La vita in natura è decisamente più complicata e difficile rispetto a quella accanto all'uomo. In media un cervo vive sei-sette, un cinghiale anche meno. Ma ricordiamoci che i dati dell’età sono sempre riferiti a condizioni di cattività, quindi non fanno testo”.
Un cane di 14 anni è paragonabile a un uomo di ottanta?
“Sì, diciamo che è come un 75enne in forma, naturalmente se è sano, se non ha cardiopatie o nefropatie ma solo acciacchi dovuti all'età. Di ottantenni in forma ce ne sono tantissimi, oggi”.
Un cane e in generale un animale anziano deve avere un’alimentazione diversa?
“In linea di principio ci sono tante cose da verificare, come la condizione della bocca e dei denti, se sono presenti patologie come disfunzioni epatiche o renali. Certo a un centenario magari la salsiccia e il maiale arrosto non glielo fai mangiare...”.