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Cantieri al setaccio: "Chi stava lavorando anche nelle ore vietate non era sotto il sole"

July 15, 2026
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Una quindicina i controlli della polizia locale in tutta la città. Il comandante Sola: "C’è un sostanziale rispetto dell’ordinanza. L’importante è non esporre le persone a pericoli per la salute". .

Una quindicina i controlli della polizia locale in tutta la città. Il comandante Sola: "C’è un sostanziale rispetto dell’ordinanza. L’importante è non esporre le persone a pericoli per la salute". .

Una quindicina i controlli della polizia locale in tutta la città. Il comandante Sola: "C’è un sostanziale rispetto dell’ordinanza. L’importante è non esporre le persone a pericoli per la salute". .

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Le temperature sono e restano roventi e per la tregua è prevista solo verso il fine settimana. E le indicazioni sono sempre quelle di evitare l’esposizione al sole durante le ore più calde. Proprio per questo motivo la situazione più delicata ma anche più attenzionata è quella dei lavoratori impegnati nei cantieri edili o su strada. Nell’ottica di verificare l’applicazione di quanto previsto dall’ordinanza calore della Regione Emilia-Romagna, attiva dal 3 giugno, anche nel nostro territorio hanno preso il via con l’emergenza caldo anche i controlli a campione della Polizia locale nei cantieri attivi. L’ordinanza regionale, lo ricordiamo, vieta di lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili, nelle cave, nei piazzali della logistica e per la consegna merci tramite mezzi a pedalata anche assistita.

Complessivamente i controlli hanno riguardato quindici cantieri; in uno di essi era in corso una gettata iniziata alle 8 e destinata a concludersi entro le 12 ma che, a causa di un problema logistico, si è protratta anche oltre. Gli agenti hanno però accertato che gli operai si alternavano nell’interrato del cantiere per raffrescarsi utilizzando il punto acqua presente. In altri quattro cantieri controllati gli operai erano impegnati ma all’interno degli edifici, mentre nei restanti nove non erano presenti maestranze al lavoro. "Abbiamo controllato cantieri edili e stradali del territorio cittadino; i sopralluoghi si attivano quando scatta l’allerta rossa, come previsto dall’ordinanza regionale – spiega il comandante della polizia locale, Alberto Sola. Nei cantieri che abbiamo visitato abbiamo notato un sostanziale rispetto dell’ordinanza e attenzione per i lavoratori. Non erano esposti in modo prolungato al calore e non abbiamo incontrato situazioni tali da dovere intervenire o elevare sanzioni – sottolinea. I nostri riscontri sono quindi di attenzione al problema. Le segnalazioni sono arrivate da parte di chi vedeva operai al lavoro ma l’ordinanza non vieta di lavorare in assoluto, bensì di esporre il lavoratore ad attività faticose e a rischio per la salute’. Essendo previste nuove ondate di calore i controlli proseguiranno. L’attenzione deve rimanere alta e invitiamo i datori di lavoro al rispetto dell’ordinanza", conclude Sola.

"Chi lavora all’esterno, sulle ristrutturazioni edili si è organizzato in fasce orarie; ad esempio ci sono aziende che stanno realizzando la complanare a Modena Sud e lavorando in aperta campagna iniziano alle 5.30 – spiega Davide Martino della Filca Cisl Emilia Centrale – Gli orari dipendono in generale da dove risulta collocato il cantiere. Per gli operai che lavorano in città, infatti, si inizia alle 7.30 e si finisce a mezzogiorno e l’ora persa viene pagata con la cassa integrazione, pur subendo una perdita in termini economici. Per chi si occupa di asfalto, poi, si lavora di notte per evitare gli orari diretti all’esposizione del sole; quando si estende il bitume si toccano i cento gradi e oltre – spiega Martino. Visto che il calore sarà un problema anche per i prossimi anni, andranno ripensati gli orari di lavoro anche perchè nelle commesse non ci sono deroghe, seppur vi sia una ordinanza regionale. Per intenderci: il responsabile nei cantieri pubblici fa rispettare l’ordinanza ma nei cantieri privati questo non avviene e si fa fatica a fare questo ragionamento sul privato. Stiamo sollecitando a livello nazionale affinchè vi sia una legge chiara che valga per tutti’. Martino conclude: ‘Occorre spingere poi sui nuovi dispositivi, quelli per la protezione al calore perchè sono poche le aziende che fanno questo genere di investimento".

Sul tema interviene anche Pietro Imperato, Fillea Cgil. "A Modena non abbiamo nessuna segnalazione: tante aziende hanno cambiato gli orari, terminando alle 12.30 e riprendendo nel tardo pomeriggio – conferma. Qualche azienda virtuosa, seppur non tantissime paga otto ore pur facendone lavorare sei. La mattina i funzionari sono in giro e, al momento, sembra che tutti rispettino l’ordinanza".

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