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Caos in una scuola a Napoli, gli studenti sfrecciano in palestra con due scooter: «Occupazione choc»

October 17, 2026

La protesta degli studenti napoletani riporta in primo piano le condizioni delle scuole e le ragioni di una mobilitazione che attraversa la città. Ma le immagini arrivate dall’Istituto professionale Rossini e le notizie sull’Istituto Tecnico Tecnologico Giordani-Striano, entrambi di Fuorigrotta, aprono anche un’altra questione: il confine tra il diritto di manifestare e il dovere di rispettare gli spazi pubblici. Se da una parte ci sono studenti che stanno occupando le scuole per lo stato dell’edilizia scolastica, dall’altra ci sono coetanei che sono entrati con gli scooter in palestra e hanno danneggiato gli estintori, come successo al Rossini, o provocando danni nelle aule (ancora da quantificare) dopo il termine dell’autogestione, come al Giordani-Striano.

Gli scooter 

Il caso più eclatante è quello del complesso scolastico di via Terracina che ospita gli istituti Rossini, Labriola e Boccioni. Un video mostra due motorini, con quattro ragazzi a bordo e senza casco, mentre attraversano la palestra (anch’essa condivisa) tra clacson, applausi e cori. Un altro gruppo, tra cui anche alcune ragazze, ha preso gli estintori spruzzando le polveri ovunque. Inizialmente, gli studenti regolarmente in aula, sentendo il vociare, hanno pensato al tentativo di un’occupazione, ma poco dopo si è capito che era solo una manifestazione di violenza gratuita. La dirigente Teresa Martino racconta di essere stata contattata da un collaboratore scolastico alle 7.30 perché un gruppo di studenti voleva organizzare una manifestazione su varie tematiche. «Ho parlato con loro - precisa - e abbiamo concordato che da lunedì avremmo avviato assemblee, coinvolgendo anche esperti esterni per approfondire gli argomenti che stanno a cuore ai ragazzi. Gli studenti sono poi regolarmente entrati in aula per le attività programmate». Nulla faceva presagire quando di lì a poco sarebbe accaduto e dopo i fatti, la dirigente ha immediatamente allertato le forze dell’ordine, poi intervenute, e formalizzato una denuncia contro ignoti per l’intrusione e i danni provocati.

I bagni rotti

Ma la vicenda del Rossini non esaurisce le questioni aperte. Lo documenta il collettivo dell’Istituto Serra, che ha pubblicato immagini dei bagni della scuola mostrando servizi inagibili, locali in condizioni precarie ed estintori scaduti. «Queste sono le condizioni delle nostre scuole», è il messaggio affidato ai social. Questione non dissimile a quanto dichiarato dagli occupanti del liceo Umberto che parlano di servizi igienici maschili del secondo piano senza nemmeno porte integre. Denunce accompagnate da una rivendicazione precisa: continuare a lottare per plessi dignitosi.

Fine occupazione 

Al liceo Tito Lucrezio Caro di Posillipo, intanto, gli studenti hanno annunciato la fine della protesta dopo dieci giorni e per ora non sono stati comunicati danni dalla dirigenza. Nel comunicato diffuso alla fine dell’occupazione, gli studenti rivendicano anche il clima di collaborazione creatosi all’interno dell’istituto. Un’esperienza che, assicurano, intendono mantenere anche dopo la restituzione degli spazi. Il Settimo, spiegano, è stato il primo istituto a occupare quest’anno, dando impulso a una mobilitazione che ha coinvolto altre scuole cittadine, dal Genovesi all’Alberti, dal Diaz al Sannazaro. Sul significato delle proteste è intervenuto anche governatore Roberto Fico. «Gli studenti vanno sempre ascoltati», ha affermato, sottolineando la necessità di garantire servizi adeguati alla scuola pubblica, finanziamenti per le strutture, aperture degli istituti e stipendi migliori per i docenti. Un richiamo all’ascolto arriva anche dall’assessore comunale alle Politiche sociali e giovanili, Chiara Marciani.

I danneggiamenti 

Tuttavia, non tutte le occupazioni si sono concluse senza conseguenze. Sono in corso le indagini dei carabinieri sui danneggiamenti al Giordani-Striano dopo la liberazione della scuola. Resta da identificare chi abbia provocato i danni.