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- Carburanti e sconti . Distributori Eni e Ip presi d’assalto : "Mai viste code così"
Viaggio negli impianti di erogazione che hanno applicato i tagli ai prezzi . Ignazio Bronti: "Alle 11 avevamo già venduto 7mila litri di benzina. Normalmente ne vendiamo 4mila nell’intera giornata".

Viaggio negli impianti di erogazione che hanno applicato i tagli ai prezzi . Ignazio Bronti: "Alle 11 avevamo già venduto 7mila litri di benzina. Normalmente ne vendiamo 4mila nell’intera giornata".

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Il paradosso dei prezzi corre sotto i tabelloni luminosi delle stazioni di servizio. Da una parte c’è Marcello Morelli, presidente di Faib Confesercenti e gestore di un impianto IP, costretto a fare i conti con listini più alti rispetto agli sconti aggressivi proposti dalla concorrenza. Dall’altra c’è la realtà implacabile del piazzale, mentre al distributore di Morelli il contatore resta immobile e quasi non si ferma un’auto, in città e provincia le pompe di benzina Eni sono state baciate dalle promozioni con file interminabili di automobilisti a caccia del risparmio. Uno specchio fedele delle tensioni che attraversano la rete carburanti, dove la forbice dei prezzi decide in tempo reale chi lavora e chi resta a guardare.
"In questo momento di difficoltà Eni ha fatto prezzi scontati e convenienti – dice Morelli – mentre IP ha pensato di adeguarsi in maniera progressiva, ma il risultato è che lunedì 28 settembre non è arrivata nessuna comunicazione. E’ stato chiesto a noi gestori di Modena e provincia di visionare cosa avrebbe fatto la concorrenza e come ogni distributore avrebbe agito sul prezzo. C’è comunque da fare una puntualizzazione, e la mia premessa è quella che io non voglio entrare in politica, ma è certo che lo sconto che viene praticato in questo momento è a carico dei vari gestori, che avranno un rimborso forfettario di 1500 euro, e se le cose andranno come penso, i vari proprietari ci rimetteranno dei soldi. Ognuno di noi ha delle giacenze molto alte; da questo punto di vista, in caso di futuri sconti, IP non ha ancora deciso come ci rimborserà, ma saranno rimborsi a perdere. Il gestore non guadagna, non fa il prezzo, su ogni litro venduto c’è un fisso già stabilito, e questa situazione l’abbiamo appena firmata con un nuovo contratto. Non c’è molto margine fra prezzo d’acquisto e vendita, la differenza è minima e ci sono stati aumenti fra guerre, situazione politica. Voglio anche precisare che in caso di sconto, i 20 centesimi non vanno in tasca degli esercenti. Questo è un lavoro difficili che sopporta costi ed oneri di tutto il paese". Il rovescio della medaglia arriva dal distributore Eni all’incrocio fra viale Amendola e via Giardini davanti al direzionale 70.
"E’ stato un lunedì – dice il titolare Ignazio Bronti – fuori dal normale, una fila continua di auto pronte a fare benzina. Solitamente vendiamo 4.000 litri di carburanti giornalieri, alle 11 ne avevamo già erogati 7.000; una differenza che dice quanto sia vantaggioso il prezzo proposto da Eni. Ho visto il 95% di clienti nuovi, spero che la maggior parte di questi decida di rimanere dai noi anche quando infuturo avremo gli stessi prezzi delle altre compagnie".
Stessa situazione al distributore Eni di via Emilia Ovest: "Abbiamo venduto oltre il triplo dei litri venduti di solito -commenta il proprietario Bayram Firat-, almeno l’80% degli avventori non sono miei clienti e li ho visti tutti felici dopo mesi di sacrifici e di prezzi molto alti. Secondo me il diesel dovrebbe costare sempre 1,50 e la benzina 1,60. Non è colpa nostra se il carburante viene pagato molto di più".
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