Introduzione
La compagnia ha annunciato un tetto ai prezzi di benzina e diesel nelle sue stazioni di servizio, per 30 giorni. La rete di distribuzione del gruppo è di circa 4mila distributori tra quelli a marchio Enilive e quelli rimasti ancora Eni.
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Quello che devi sapere
La decisione di Eni
Il colosso italiano dell'energia ha fissato un limite massimo (price cap) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive, pari a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro al litro per la benzina. Il price cap sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell’anno.
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©IPA/Fotogramma
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I numeri di Eni in Italia e all’estero
Secondo i dati ufficiali di Eni, relativi al 2025, le vendite sulla rete in Italia si sono attestate a 5,54 milioni di tonnellate tra benzina e gasolio commercializzati. L’erogato medio è stato di 1.451 mila litri. Le vendite rete effettuate all’estero sono state pari a 2,27 milioni di tonnellate, con un erogato medio di 2.140 mila litri.
Quanti sono i distributori Eni
Al 31 dicembre 2025 la rete di distribuzione Enilive in Italia era costituita da 3.982 stazioni di servizio con un incremento di 57 unità rispetto al 31 dicembre 2024 (3.925 stazioni di servizio) per effetto del saldo positivo tra aperture e risoluzioni di contratti di convenzionamento (+62 unità), in parte compensato dalle chiusure registrate sulla rete di proprietà e quella in affitto (-5 unità). La rete di distribuzione nel resto d’Europa è costituita da altre 1.312 stazioni di servizio.
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La mappa
Il tetto al prezzo di benzina e diesel sarà in vigore in tutti i quasi 4mila punti vendita in Italia del gruppo Eni, quindi quelli a marchio Enilive e quelli rimasti ancora Eni. Il limite al costo alla pompa sarà mantenuto per 30 giorni a prescindere dalla quotazione del petrolio. Osservando la mappa delle stazioni di servizio in Italia, si nota una diffusione molto capillare con una presenza massiccia soprattutto in Lombardia e nel Lazio.
Quanti distributori ci sono in Italia tra tutte le compagnie
L’edizione 2026 del Data Book di UNEM, pubblicazione annuale che raccoglie un’ampia mole di dati statistici su energia, petrolio e ambiente, riferendosi ai dati di fine 2024 parla di un numero complessivo dei punti vendita carburanti in Italia che si attesta a 21.750 impianti, sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente.
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Razionalizzazione della rete carburanti
Secondo i dati inseriti nel recente ddl Concorrenza, in Italia sono attive circa 22mila stazioni, contro le 14mila in Germania e le 10mila in Francia. Solo il 5% supera i 3,5 milioni di litri all'anno, cioè la media dei distributori europei. Ora la riforma avvia una razionalizzazione della rete, incentivando la chiusura o la riconversione degli impianti obsoleti e a basso erogato verso i biocarburanti e la ricarica elettrica. Impianti più grandi, secondo il governo, permetteranno economie di scala e prezzi più competitivi.
Cosa può succedere
Altre compagnie potrebbero essere indotte a replicare la mossa di Eni ma vanno considerati i margini di guadagno degli operatori, non alti al momento per le compagnie “non integrate”, cioè che non sono attive su tutta la filiera del greggio. Il 50% della distribuzione è composto da operatori che gestiscono semplicemente le stazioni di servizio dovendo quindi a loro volta comprare la materia prima raffinata. In Francia Total ha messo un tetto simile e spesso si sta ritrovando a dover gestire più volte problemi di esaurimento dei carburanti.
Vedi anche: Prezzo diesel e benzina, Italia tra i Paesi europei più colpiti dal caro carburante
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