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È il primo concreto risultato del processo di espressione dell'affettività reso possibile dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2024

2 agosto 2026

La notizia segna un punto di svolta storico per il sistema penitenziario italiano: all’inizio del 2027 nascerà il primo bambino concepito all’interno di un istituto di pena, nello specifico la Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova. L'identità dei genitori e il sesso del nascituro rimangono protetti dal massimo riserbo, ma l'evento rappresenta un risultato concreto di un percorso di civiltà giuridica atteso da decenni.
Il concepimento - si legge sul Corriere del Veneto - è stato reso possibile grazie all'apertura delle «stanze dell'affettività» (subito ribattezzate «stanze dell'amore»), inaugurate a Padova a ottobre 2025. Questa innovazione è il frutto dalla storica sentenza della Corte Costituzionale di gennaio 2024, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del divieto di esprimere la sessualità e l'affettività per le persone ristrette, aprendo la strada a incontri riservati e senza controllo visivo da parte del personale di Polizia Penitenziaria.

il carcere Due Palazzi di Padova
La struttura padovana è un ambiente protetto, allestito a fianco della tradizionale area destinata ai colloqui familiari. Lo spazio è arredato come una camera civile, dotato di letto, bagno attiguo e televisione per ricreare una dimensione il più possibile normale e de istituzionalizzata. La stanza è accessibile per quattro turni giornalieri, ciascuno della durata di due ore e mezza. Per ragioni di sicurezza e gravità del reato, l'accesso è rigidamente vietato ai detenuti sottoposti al regime di sanzione dura (41-bis) e a coloro che stanno scontando condanne per reati legati alla violenza di genere.
Il Due Palazzi, guidato dalla direttrice Maria Gabriella Lusi, si conferma un modello di sperimentazione a livello nazionale nell'applicazione dell'articolo 27 della Costituzione italiana, che orienta la pena verso la rieducazione. Ad oggi l'istituto ospita 787 detenuti, inseriti in percorsi lavorativi e riabilitativi che spaziano dallo sport alla cucina professionale, dal teatro, alla musica e agli studi universitari.
Il progetto della stanza dell'amore è stato reso concreto grazie al lavoro di Ristretti Orizzonti, l'associazione di volontariato guidata dalle sorelle Ornella e Rossella Favero che da anni opera all'interno delle carceri per tutelare i diritti dei reclusi e favorire un reale ponte con la società esterna. Il futuro padre è un uomo giovane con una pena a media scadenza: un profilo per il quale la nascita di una nuova vita può costituire uno stimolo fondamentale per completare il percorso di riscatto sociale.
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