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Carcere, il sindacato si spacca. Il Sinappe nazionale replica al locale: "Nessuna inerzia amministrativa"

August 29, 2026
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L’intervento dei vertici della sigla dopo che gli esponenti ferraresi hanno proclamato lo stato di agitazione "Il sistema penitenziario va ripensato con azioni sinergiche, no alla crocifissione di capri espiatori".

Il carcere dell’Arginone

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Il fronte sindacale sul carcere di Ferrara si spacca proprio sullo stato di agitazione proclamato ieri. La segreteria generale del Sinappe prende infatti le distanze dall’iniziativa annunciata dal livello territoriale e, con una nota inviata ai vertici del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e ai sottosegretari Alberto Balboni e Andrea Ostellari, chiarisce che quella protesta non rappresenta la posizione dell’organizzazione nazionale. Una smentita che riapre il caso Arginone. La precisazione arriva direttamente da Roma.

Il Sinappe nazionale definisce quella del proprio esponente territoriale un’iniziativa assunta "in maniera autonoma e senza il preventivo coinvolgimento dei quadri sindacali del Sinappe Ferrara". Non nega le criticità del penitenziario estense, ma contesta la scelta di trasformarle in una contrapposizione frontale con amministrazione e politica. Il passaggio più duro riguarda proprio il metodo utilizzato nella protesta. "Sull’onda di una comprensibile ma non giustificabile esasperazione – si legge nella nota – il firmatario unico del documento in questione commette l’errore di ipotizzare responsabilità lungo la linea verticale di comando", arrivando a denunciare quella che viene definita "inerzia amministrativa".

La segreteria generale sceglie quindi di prendere le distanze dalla lettura dello scontro come una guerra tra blocchi. "Non vi sono due parti contrapposte (personale di polizia penitenziaria da un lato e amministrazione e politica dall’altro) ma attori tutti di un’unica scena", scrive il Sinappe. La presa di posizione arriva nello stesso giorno in cui il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni aveva difeso l’azione del governo e dell’amministrazione penitenziaria. Balboni aveva ricordato la situazione "disastrosa" ereditata dal passato, sottolineando il piano di reclutamento in corso e spiegando che tra settembre e gennaio si dovrebbe arrivare a colmare quasi del tutto i vuoti di organico.

Il sottosegretario aveva inoltre indicato per Ferrara 240 nuovi posti detentivi entro il 2027, nell’ambito del piano nazionale per l’ampliamento della capacità carceraria. Sul tavolo restano quindi le questioni sollevate dalla protesta territoriale e le difficoltà organizzative della struttura. Ma la linea dettata dalla segreteria generale è un’altra: affrontare i problemi senza trasformare la vertenza in una caccia al responsabile. "Il sistema penitenziario va ripensato con azioni sinergiche e non con logiche oppositive" ribadisce il Sinappe nazionale. E subito dopo arriva una frase destinata a segnare la distanza rispetto alla posizione assunta ieri: "Non appartiene al profilo del Sinappe la crocifissione di capri espiatori".

La partita resta aperta. L’amministrazione ha già annunciato la costituzione di un tavolo di confronto a partire da settembre. Ed è proprio su quel terreno che il Sinappe nazionale vuole riportare la discussione: "Si offre la più ampia collaborazione" per individuare strategie condivise.

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