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Cardinale è inquieto, Amorim non rischia ma ora il Milan deve svoltare

September 18, 2026

La prassi si sta consolidando fin da inizio campionato: ogni giorno, dopo la partita, Cardinale e Amorim si confrontano - da remoto o di persona - sull'andamento del match appena disputato. Analizzano ciò che ha funzionato, gli aspetti negativi, le scelte tattiche, i margini di miglioramento e il sentiment generale dei calciatori e dell'ambiente. Chiaramente, un simile confronto risulta nettamente più agevole dopo una vittoria ed è abbastanza gestibile a seguito dei pareggi, seppur non esaltanti, contro Juventus e Lazio. Diverso e assai più delicato è stato, invece, il colloquio di ieri dopo la caduta nella prima notte di Europa League contro il Benfica. Cardinale ed Amorim hanno avuto un colloquio telefonico nel pomeriggio: nessun cambio di format rispetto al solito, ma un peso specifico delle parole e della analisi nettamente più greve rispetto alle conversazioni delle settimane precedenti.

Di cosa hanno parlato Amorim e Cardinale dopo il ko con il Benfica 

Non si è trattato di una discussione tattica: su quello Cardinale ha ancora molto da imparare e ascolta volentieri Amorim nelle sue riflessioni. Più che altro, il nocciolo della questione ha riguardato le scelte tecniche dell'allenatore rossonero. Il calciomercato, d'altronde, ha consegnato ad Amorim una squadra certamente non stellare e sicuramente non completa - ciò che ha detto nel pre-partita è un pensiero condiviso su più fronti -, ma i tanti milioni di euro spesi e rimasti, almeno inizialmente, in panchina martedì necessitavano di una spiegazione. Il tecnico le ha fornite con l'ormai consueta puntualità nelle spiegazioni.

Amorim non rischia ma ora Cardinale si aspetta una crescita

Ma, come per ogni cosa e in ogni ambito, le parole stanno a zero quando non arrivano i risultati. Sia Cardinale che Amorim hanno promesso, sin da inizio stagione, un determinato tipo di calcio che, fino ad oggi, si è visto col contagocce. Anzi, il proprietario non era affatto contento della prestazione contro la Juventus, da lui giudicata troppo vicina al Milan della passata stagione, e non ha gradito lo spirito e l'organizzazione messi in mostra nel primo tempo di Roma contro la Lazio e a San Siro contro il Benfica. Non vuole tutto subito, ma pretende, col tempo, sempre meglio. Contro il Lecce, domenica sera, sarà già una tappa indicativa. Amorim non rischia e, al momento su di lui non ci sono riflessioni in corso, ma è chiaro che un altro passo falso sarebbe disastroso verso la maxi sosta che attende la Serie A.