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Carlo Lucarelli: “Mi mancava Blu notte. Il fenomeno crime? La cronaca nera è passata dai giornali a tv e social, ma l’attenzione c’è sempre stata”

September 18, 2026
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Carlo Lucarelli: “Mi mancava Blu notte. Il fenomeno crime? La cronaca nera è passata dai giornali a tv e social, ma l’attenzione c’è sempre stata”

Da sabato 19 settembre su Raitre in prima serata sei “Misteri dimenticati“ dagli anni ’70 in poi. La prima serie dal 1998 al 2012. “Mi piace raccontare storie vere. Sono felice, anche se è un programma faticosissimo”

Carlo Lucarelli durante la presentazione della trasmissione televisiva 'Misteri Dimenticati - Blu notte' in onda su Rai 3

Carlo Lucarelli durante la presentazione della trasmissione televisiva 'Misteri Dimenticati - Blu notte' in onda su Rai 3

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Roma – È un sentimento che spaventa e attrae. Cerchi di evitarla ma poi subdolamente ti intriga, e allora ti lasci catturare. “Paura, eh?”, esclama Carlo Lucarelli nell’imitazione di Fabio De Luigi. Lucarelli, quello vero, l’originale, è un narratore di storie rigorosamente attinte dalla realtà, proposte nei libri, oltre trenta tradotti in venti lingue, nelle serie, dall’’Ispettore Coliandro’ al ‘Commissario De Luca’, e nei programmi televisivi.

Da sabato sera 19 settembre torna con ‘Misteri dimenticati – Blu notte’, sei appuntamenti in prima serata su Rai3. “Mi mancava”, dice Lucarelli che con ‘Blu Notte’ era andato avanti dal 1998 al 2012. Con l’aiuto anche di esperti, verranno affrontati casi avvenuti dalla fine degli anni Settanta agli anni Duemila, dall’omicidio dello studente del Dams di Bologna, Angelo Fabbri, nel 1983, e della critica d’arte Francesca Alinovi, assassinata nello stesso periodo e che fanno parte di quelli che sono stati definiti ‘i delitti del Dams’, alla scomparsa del magistrato Paolo Adinolfi e dell’economista Federico Caffè.

Carlo Lucarelli

Carlo Lucarelli

E ancora ci si occuperà dei casi del serial killer di Modena e di quello di Udine e dell’immancabile via Poma. Ma niente Garlasco e niente mostro di Firenze. “L’ho già raccontato in due puntate – dice Lucarelli - e prima o poi me ne occuperò di nuovo, ma non ora. Ora ci sono delle serie bellissime”. Lucarelli non ha esitato a riprendere il suo fortunato programma. “Mi mancava perché ci sono tante storie da raccontare – dice - e a me piace raccontare storie, voglio dire storie vere, che quando le incontri dici, queste ve le devo raccontare, e bruci se non trovi qualcuno a cui raccontarle. Quindi sono felice, anche se è un programma faticosissimo”.

I gialli, i thriller, i crime o come li si voglia definire, dominano negli scaffali delle librerie e nei canali televisivi, proposti negli approfondimenti giornalistici come nelle serie. “A cosa è dovuto tutto questo successo? Ci ho riflettuto tanto perché è una domanda che si fa chi come me scrive gialli o chi si occupa di cronaca nera. Penso che sia un fenomeno da capire. Prima di tutto, siamo sempre stati così. Non è che oggi c’è un’attenzione alla cronaca nera superiore a quella che c’era nel 1945. Ho tanti giornali del dopoguerra in cui si raccontavano i delitti, con il morto in prima pagina e in generale senza le attenzioni che abbiamo adesso, giornali seguitissimi dagli appassionati di cronaca nera”.

E ricorda un episodio del 1953, quando si era radunata così tanta gente davanti al Tribunale di Venezia, dove si svolgeva il processo per l’uccisione di Wilma Montesi, che i carabinieri caricarono la folla. “Poi i fatti di cronaca nera sono arrivati in televisione e adesso - sottolinea - anche sui social. Si è allargata la comunicazione ma il nocciolo è sempre quello”. E conclude: “Anche io leggo i gialli. Perché? Perché sono appassionanti”.

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