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Caro carburanti, prorogato lo sconto solo sul diesel. Tagli per i ministeri

August 5, 2026

Esodo e controesodo estivo sono coperti. Almeno per gli automobilisti che guidano un'auto a diesel. Il Consiglio dei ministri convocato ieri ha deciso di prorogare fino al 25 agosto lo sconto di 17 centesimi sui prezzi al distributore. Un taglio delle accise e della relativa Iva che gravano sul gasolio e che costa in totale 245 milioni, di fatto finanziato richiedendo ai ministeri di stringere la cinghia come già fatto a metà marzo con il primo provvedimento per ridurre l'impatto sul pieno della crisi dei prezzi innescata dal conflitto in Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz.

L'extra-gettito di luglio non è stato quindi sufficiente. «Dal 25 agosto entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che continueremo a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento», ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con un messaggio affidato ai social network, «Cerchiamo di fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa».

Anche questa volta i dicasteri hanno dovuto contribuire "pro quota", ha spiegato la titolare dell'Università, Anna Maria Bernini, commentando in conferenza stampa le richieste ai ministri che all'inizio della crisi avevano già dovuto subire una sforbiciata da 500 milioni per finanziare i primissimi sconti.

La seduta del Consiglio dei ministri è stata preceduta da una riunione tra la premier, i suoi due vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, e il ministero dell'Economia. In mattinata lo stesso Salvini aveva respinto l'ipotesi di finanziare il nuovo intervento sui carburanti alzando le accise su tabacco e alcool. Così, aveva spiegato, «non mi sembra si vada da alcuna parte. Ti do con la mano destra e ti prendo con la mano sinistra».

Il governo conferma quindi il taglio deciso lo scorso 27 agosto e in scadenza domani, tarato sul carburante che sembra risentire maggiormente gli scossoni delle tensioni in medioriente.

L'osservatorio

Mentre la benzina si mantiene, almeno in città e in modalità self, sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, sfiorandola a quota 1,999 euro; il diesel, dicono i dati dell'Osservatorio del ministero delle Imprese, l'ha superata da tempo e ieri era a 2,1 euro al litro, toccando i 2,173 in autostrada.

Continua quindi la rete di sostegno per cittadini e imprese, sebbene organismi internazionali ed Unione europea abbiano sollecitato le varie capitali a evitare aiuti generalizzati, per concentrarsi su interventi mirati e tarati sulle fasce più deboli della popolazione. A settembre però i leghisti vorrebbero un intervento più incisivo. Salvini ha messo il tema sul tavolo durante l'incontro che ha preceduto il cdm sollecitando il ricorso a una scostamento di bilancio e tornando sul tema della tassazione degli extraprofitti. Ipotesi quest'ultima che lascia molto freddi gli esponenti di Forza Italia.

La clausola

Oggi intanto il ministero dell'Economia e delle Finanze terrà comunicazioni alle Camere sull'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal Patto di Stabilità e Crescita che consente agli Stati margini di flessibilità sulle spese in difesa ed energia.

Ieri un primo confronto si è tenuto al Senato. Un'anticipazione di quanto sarà detto oggi in Aula, fatta nella forma di un ufficio di presidenza allargato delle commissioni Bilancio e Politiche europee dei due rami del Parlamento.

Via XX Settembre ha ribadito che quella di oggi sarà una sorta di pre-autorizzazione. Un modo per attivare la procedura per poi permettere al Consiglio europeo di approvare l'eventuale attivazione. Soltanto in un secondo tempo il governo tornerà in Parlamento per chiedere il via libera all'eventuale scostamento di bilancio legato alla flessibilità permessa dalla clausola. Nella loro estensione massima, le deroghe permettono margini fino allo 0,6% in tre anni sulle energie e dello 0,9% sulla difesa.

Secondo quanto trapelato al termine della riunione, il Mef ha spiegato, come già fatto in passato, che ricorrere alla clausola è un fattore di tutela della sicurezza nazionale, intesa quindi non soltanto sul versante della difesa -campo al quale era inizialmente limitata la flessibilità- ma anche all'energia.

L'eventuale utilizzo della flessibilità, a detta del governo, dovrebbe inoltre in qualche modo avere ritorni sull'economia nazionale, dando spazio nelle forniture alle produzioni nazionali. La parola passa ora a deputati e senatori che si esprimeranno con le risoluzioni da mettere al voto. Tema sul quale ieri le opposizioni hanno trovato un'intesa. Pd, Avs e Movimento Cinque Stelle presenteranno infatti un documento unitario.

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