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Caro energia. Tassa sugli extraprofitti. Nuova frenata dell’Ue

September 20, 2026

Dombrovskis: "Responsabilità dei singoli Paesi"

Dombrovskis: "Responsabilità dei singoli Paesi"

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Al vertice informale dei ministri economici a Dublino irrompe il tema dell’Intelligenza artificiale. Con l’Europa che continua ad accumulare ritardi. A lanciare l’allarme è stato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis (foto), secondo il quale l’IA può avere effetti ancora più profondi rispetto alla precedente rivoluzione tecnologica. L’Europa, ha ricordato, ha perso terreno rispetto agli Usa soprattutto nei settori digitali, mentre nella manifattura e nelle attività tradizionali mantiene una posizione competitiva. Bruxelles punta ora sull’AI Continent Action Plan e sulla strategia Apply AI per accelerare investimenti e diffusione delle nuove tecnologie.

La posta in gioco è alta. Secondo l’Fmi circa il 60% degli occupati nelle economie europee avanzate svolge professioni fortemente esposte all’IA. Non significa necessariamente perdita di posti di lavoro: in circa metà delle professioni interessate l’IA potrebbe affiancare il lavoratore e aumentarne la produttività. L’Italia parte però in ritardo: è al ventunesimo posto in Europa nell’indice del Fondo sulla preparazione all’IA.

Dombrovskis ha anche sostanzialmente confermato la linea del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sull’uso di fondi Pnrr per il taglio del Bollo che sembrava potesse creare una frattura con Bruxelles. Il dispositivo "non è uno strumento basato sui costi, ma sui risultati" – ha spiegato il commissario – e quindi il flusso dei pagamenti può "non essere perfettamente allineato" e che c’è un certo margine sulla gestione della liquidità.

Resta aperto il capitolo extraprofitti. Dombrovskis ha chiarito che la decisione spetta ai singoli Stati membri. Il tema è stato sollevato da diversi Paesi, tra cui Italia, Germania e Spagna. La Commissione, però, non prevede al momento una tassa europea: i governi possono procedere autonomamente con misure fiscali nazionali. Una strada seguita dalla Polonia. Bruxelles si è comunque detta disponibile ad assistere i Paesi che intendano seguire questa strada e il dossier potrebbe tornare sul tavolo dell’Ecofin di ottobre.

Del resto, sul tavolo europeo, pesa soprattutto l’incognita energia. L’aumento dei prezzi di petrolio e gas, alimentato dalle tensioni geopolitiche, rappresenta una delle maggiori minacce per la crescita del 2027. Dombrovskis ha sottolineato che l’economia europea ha finora mostrato una buona capacità di resistenza, ma il rallentamento resta dietro l’angolo e l’aumento dei rendimenti sui titoli di Stato impone prudenza nelle politiche di bilancio. E, questa volta, a finire sotto osservazione c’è la Francia. Ma l’allarme vale anche per l’Italia. Confcommercio avverte che un nuovo shock energetico potrebbe avere conseguenze pesanti su prezzi, consumi e Pil. Nello scenario peggiore, con il Brent stabilmente a 140 dollari nel 2027, l’inflazione salirebbe di sette decimi fino al 3,7%, mentre i consumi reali perderebbero mezzo punto: circa 250 euro per famiglia, pari complessivamente a 6,5 miliardi. Il Pil perderebbe tre decimi di crescita, fermandosi allo 0,6%.

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