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- Caro gasolio, l’allarme per i bus: “Stangata da 1,5 milioni l’anno. Così le corse sono a rischio tagli”
L’analisi di Stefano Belardinelli (Contram): “Si valuti una riduzione dei servizi o giorni in cui non si viaggia. Compriamo oltre tre milioni di litri di gasolio all’anno, per noi questi costi sono una mazzata”

Caro gasolio, l’allarme per i bus: “Stangata da 1,5 milioni l’anno"

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Macerata, 8 agosto 2026 – “Compriamo oltre tre milioni di litri di gasolio all’anno, per noi questi costi sono una mazzata”. Con o senza sconto, per il trasporto pubblico locale i bilanci non tornano più. Anche in provincia di Macerata il gasolio ha superato i 2 euro al litro nella maggior parte degli impianti, con pochissime pompe sotto questa soglia. Molti distributori self-service viaggiano tra i 2,01 e i 2,13 euro al litro e il taglio delle accise sul diesel da 17 centesimi, prorogato dal governo fino al 25 agosto, non ha influito tanto in positivo su un quadro generale già fiaccato. “La situazione è molto difficile e il taglio delle accise modifica poco sia i bilanci che le prospettive – afferma Stefano Belardinelli presidente di Contram, con la sua flotta da più di 250 autobus –. Il gasolio comunque resta intorno ai due euro, che per noi è una cifra enorme. In un anno acquistiamo tra i 3 e 4 milioni di euro di litri di gasolio, passato da 1,60 a 2 euro, parliamo quindi di un aumento di spesa da quasi un milione e mezzo. Sono dati che fanno chiudere le aziende, nel caso andassero avanti per qualche anno”.
"Le tariffe di biglietti e abbonamenti sono ferme al 2015”
“Inoltre – aggiunge Belardinelli –, questi numeri non vengono compensati, poiché le tariffe di biglietti e abbonamenti sono ferme al 2015. Quando gli utenti ci scrivono che vorrebbero un servizio migliore, devono tenere conto che già pagano poco. Consideriamo che i pedaggi autostradali sono aumentati dieci volte negli ultimi dieci anni, così come le tariffe del treno, ma quelle del pullman no. Poi non si tratta solo del gasolio perché anche il metano, necessario per alcuni nostri autobus, è aumentato più del doppio”. Poche le alternative, se non quella di un ritorno al passato.
“Non riusciamo ad adeguare gli stipendi, questo ci danneggia”
“Sarebbe da valutare una riduzione dei servizi – illustra il presidente – o pensare a giorni dove non si viaggia, ad esempio non fare la scuola il sabato, ma che valga per tutti. In periodi di magra non ce lo possiamo permettere e vanno adottate delle misure alternative. La proroga sulle accise cambia poco. Per poter lavorare in maniera equilibrata è necessario che il gasolio torni a 1,60. Inoltre dopo il Covid, un autobus che prima prima pagavo 200mila euro, oggi arriva a costare quasi 300, un aumento tra il 40 e 50%, senza considerare che gli autisti non si trovano in quanto gli stipendi non sono più competitivi. Senza dubbio il mercato del lavoro è cambiato però gli stipendi che non riusciamo ad adeguare viste le scarse risorse, lo danneggiano”.
La situazione in vista della riapertura delle scuole a settembre
Le flotte si dovranno ora preparare per settembre, quando riapriranno le scuole. “Non so come riusciremo ad affrontare l’anno scolastico se i costi rimangono questi – sottolinea Belardinelli –. Mettiamo caso che si voglia prendere in considerazione la possibilità di un autobus in più, significherebbe: un altro autista e altro gasolio, chi lo paga? Il costo dell’abbonamento è talmente basso che incide quasi nulla sulla copertura delle spese. Il biglietto per una corsa semplice è ancora a 1,35 euro nelle Marche, in altre regioni è arrivato a più di 2 euro. Il prossimo mese non lo vedo affatto bene”.
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