Carolina Cavalli al Festival di Venezia 2026 da giurata: tutti i look indossati al Lido dalla regista
Dal red carpet per Il rapimento di Arabella - il suo ultimo film presentato un anno fa esatto - a quello della serata di mercoledì 2 settembre per la cerimonia d'apertura del Festival di Venezia 2026. E al Lido questa volta la regista italiana Carolina Cavalli - tra le voci più originali del nostro cinema - ci torna in una veste istituzionale d'eccezione, quella di giurata per la sezione Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.
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Conosciuta per il suo immaginario unico, ironico e profondamente contemporaneo, l'autrice porta in laguna non solo il suo sguardo critico e acuto, ma anche un’identità stilistica ben definita, lontana dai cliché e ricca di personalità. Ne è un esempio proprio il look con il quale ha calcato il tappeto rosso nella prima giornata dell'83esima edizione della kermesse. Un abito d'archivio firmato Armani. Sono poi seguiti altri outfit, che in questo articolo - dal più al meno recente - ripercorriamo nei dettagli.
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Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
- Terzo Red Carpet
- Secondo Red Carpet
- Primo Red Carpet
- Photocall
Carolina Cavalli al Festival di Venezia 2026: i dettagli del look del terzo red carpet
Sartorialità liquida, destrutturazione d’archivio e quel tocco di sofisticata nonchalanche che da sempre definisce il legame tra grande cinema e grande moda. Nella serata di giovedì 10 settembre, Carolina Cavalli ha percorso il red carpet della première del film francese Un peu avant minuit di Nicolas Pariser scegliendo di attingere al patrimonio storico di Giorgio Armani.
La scelta è così caduta su un abito d'archivio della collezione primavera estate 1997. E il vero colpo di genio del look risiede nella sua raffinata e insolita struttura architettonica, che incarna alla perfezione la filosofia d'avanguardia minimalista degli anni Novanta. Andiamo a scoprirla.
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Carlo Paloni/Getty Images
A un primo sguardo distratto, l'outfit potrebbe apparire come un classico abito lungo bicolore, ma in realtà si tratta di una sofisticata tuta pantalone a cui è sovrapposta una gonna a portafoglio, studiata per muoversi fluidamente a ogni passo.
Il capo si sviluppa a partire da un corpetto blu elettrico dalle linee pulite, sorretto da spalline sottilissime e quasi invisibili che scoprono la schiena in una profonda scollatura laterale. Da questo top si snodano i pantaloni fluidi nella stessa vibrante tonalità di blu, i quali vengono strategicamente rivelati dai movimenti dello spacco. A completare l'illusione ottica interviene una gonna a portafoglio sovrapposta, un pannello drappeggiato grigio antracite che avvolge il corpo creando un contrasto cromatico e materico asimmetrico. Ai piedi, un paio di décolleté nere a punta completano la figura slanciandone le proporzioni.
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Daniele Venturelli
I volumi scivolano sul corpo senza costringerlo, mentre il contrasto tra il rigore formale del grigio scuro e l'energia del blu elettrico crea una perfetta armonia cromatica sotto le luci del Lido, risolvendo brillantemente l'eterno dilemma tra l'algida eleganza della gonna e la contemporaneità androgina del pantalone.
Questa destrutturazione dei codici formali, dove la gonna si apre per svelare la silhouette spezzata del pantalone, rappresenta il manifesto dello stile di Re Giorgio del 1997. Si tratta di un'eleganza che rifiuta la rigidità del classico abito da gran sera per abbracciare una totale libertà di movimento e una sensualità sussurrata, mai esibita.
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A completare il look, Carolina Cavalli ha optato per scelte di styling minimali che lasciano l'abito assoluto protagonista della scena. La sua inconfondibile chioma riccia è stata lasciata libera e mossa in uno stile splendidamente naturale e spettinato dal vento della laguna, che spezza con grazia il rigore geometrico del taglio del vestito.
Il make-up, fresco e quasi impercettibile, punta su una pelle luminosa dall'effetto salutare, con un leggero tocco di rossetto rosato ad accendere le labbra. Anche i gioielli sono stati ridotti al minimo per mantenere intatta l'armonia d'insieme, limitandosi a un sottile filo d'oro al collo e a un bracciale essenziale al polso, dettagli che conferiscono un'aria intima e confidenziale a un outfit da grande evento.
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Carlo Paloni/Getty Images
Il secondo red carpet: l'eleganza senza tempo della tuta in velluto Armani archivio per omaggiare Ellen Burstyn
In occasione della cerimonia pomeridiana di lunedì 7 settembre per la consegna del Leone d'Oro alla carriera alla leggendaria attrice Ellen Burstyn, la regista ha deciso di attingere agli archivi storici della moda optando per un sofisticato abito a tuta in velluto nero, proveniente dalla sfilata Giorgio Armani Autunno Inverno 2019 2020.
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Victor VIRGILE/Getty Images
Il capo incarna alla perfezione la filosofia stilistica del Re della moda italiana. Realizzato in un sontuoso e profondo velluto d'ordinanza, il look si distingue per una maestosa fluidità strutturale. Il pezzo forte dell'outfit è la profonda e geometrica scollatura a V sul davanti, sapientemente contornata da una sottilissima bordatura semitrasparente che aggiunge un tocco sensuale ma rigorosamente sussurrato.
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Franco Origlia/Getty Images
Il busto si modella morbidamente sulla silhouette fino al punto vita, da cui si sviluppano i pantaloni dal taglio affusolato e asciutto, che accarezzano la figura slanciandola con discrezione naturale. L'inserzione strategica di pratiche ed eleganti tasche laterali, in cui la regista posa le mani con disinvoltura rilassata, conferisce al look quell'attitudine contemporanea, androgina e chic tipica delle creazioni Armani.
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Franco Origlia/Getty Images
Carolina Cavalli ha puntato sul minimalismo anche sul fronte degli accessori. Ai piedi spicca un paio di décolleté nere a punta dal tacco a stiletto, realizzate in un tessuto scamosciato che riprende l'opacità materica del velluto. I gioielli sono ridotti all'essenziale: una catenina dorata quasi impercettibile adorna il décolleté e un sottile bracciale illumina il polso sinistro.
Il beauty look accentua l'estetica fresca e autentica della regista. I capelli scuri e ricci sono lasciati al naturale con un leggero effetto bagnato sulla radice per liberare il volto, ricadendo vaporosi e ramati sulle spalle. Il trucco, perfettamente calibrato per la luce naturale del primo pomeriggio veneziano, punta su una base radiosa, sfumature calde sugli occhi e labbra tinte di un delicato color mattone rosato.
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Franco Origlia/Getty Images
Il primo red carpet per la cerimonia d'apertura
Nella sfavillante cornice della serata d'apertura della Mostra - che celebra il debutto della pellicola Ink di Danny Boyle - Carolina Cavalli ha regalato al tappeto rosso una lezione di stile attingendo direttamente alla storia della moda italiana. Per l'occasione, la regista ha infatti scelto di indossare uno abito d'archivio firmato Giorgio Armani, proveniente dalla collezione primavera estate 2008.
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Daniele Venturelli

Chris Moore/Catwalking/Getty Images
L'abito, un inno alla leggerezza eterea e all'artigianalità senza tempo del Re della moda, si sviluppa su una silhouette a colonna liquida e fluttuante. Il tessuto è un sofisticato pizzo color champagne dorato interamente ricamato, tempestato da microscopici cristalli e punti luce che catturano i flash dei fotografi, creando riflessi metallici discreti e preziosi.
Il corsetto, strutturato ma incredibilmente delicato, presenta sottili spalline scintillanti e un motivo a torchon incrociato sul décolleté che esalta il punto vita con grazia scultorea, per poi aprirsi in una gonna fluida che accarezza il pavimento, muovendosi con assoluta nonchalance. Unico accento prezioso sul polso sinistro, un bracciale torchon d'oro bianco e diamanti che riprende i motivi geometrici del pizzo.
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Daniele Venturelli
A completare la figura interviene un beauty look sofisticato che bilancia l'importanza storica del capo d'archivio. Carolina Cavalli punta su un'acconciatura raccolta che lascia il collo completamente scoperto, curata da Massimo Serini per Kérastase. I capelli sono texturizzati e tirati all'indietro in una coda di cavallo bassa, mossa da onde naturali, lasciando un leggero volume morbido sulla nuca d'ispirazione rétro. Per ottenere questa definizione scolpita, disciplinata e lucente è stata utilizzata la linea Gloss Absolu di Kérastase che elimina l’effetto crespo donando un effetto glossy ai capelli. Il look è stato ultimato con Glaze Drops, l’olio leggero della linea Gloss Absolu che dona luminosità e brillantezza senza appesantire i capelli.

Aurore Marechal/Getty Images
Il make-up, curato nei minimi dettagli per esaltare i tratti dell'autrice, si focalizza su un incarnato radioso e dal finish fresco ed estremamente naturale. Gli occhi sono messi in risalto da uno smokey eye sfumato nei toni caldi del bronzo e del marrone, che dona profondità allo sguardo senza appesantirlo. Sulle guance spicca un tocco di blush rosato dall'effetto bonne mine, mentre le labbra sono lasciate incredibilmente fresche e idratate, vestite soltanto da un velo di rossetto nude satinato in perfetta palette con le sfumature champagne dell'abito. Un'eleganza rilassata e magnetica, specchio fedele della sua identità artistica.
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Aurore Marechal/Getty Images
Il photocall in completo maschile (sempre di Armani)
Per il suo debutto ufficiale al photocall della conferenza stampa di presentazione delle giurie, nella tarda mattinata di mercoledì 2 settembre, Carolina Cavalli sceglie di reinterpretare i codici del formalwear con un sofisticato completo dal taglio maschile, che riflette perfettamente la sua estetica intellettuale e anticonvenzionale.
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Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
La regista e giurata ha indossato un raffinato tailleur pantalone caratterizzato da una micro-texture geometrica a spina di pesce tono su tono.
La giacca monopetto, destrutturata e dai volumi morbidi e scivolati, è stata portata con audacia a pelle, senza alcun sottogiacca, creando una profonda scollatura a V.
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Daniele Venturelli
I pantaloni coordinati, dal taglio dritto e fluido, assecondano il movimento con naturalezza e nonchalance.
A spezzare il rigore mannish dell'insieme intervengono preziosi dettagli femminili: un paio di sandali a listini metallizzati e una delicatissima catenina al collo. Un perfetto mix di rigore sartoriale, freschezza estiva e fascino androgino.
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Vittorio Zunino Celotto/Getty Images