Affrontare i segnali del proprio corpo dopo aver superato una patologia oncologica riattiva inevitabilmente timori profondi. Lo sa bene Carolina Marconi, costretta a scambiare i colori della Sardegna con il neon pallido di una corsia d’ospedale. Cinque anni dopo quel carcinoma al seno scoperto nel 2021, la showgirl ha scoperto che il corpo ha la memoria lunga e che un'estate qualunque può trasformarsi in un attimo nell'attesa di un verdetto.
I primi segnali al sole
Tutto è cominciato a metà luglio, quando è sbarcata nell'isola convinta di doversi solo rilassare.
Invece, insieme al bagaglio, sono arrivati i primi cortocircuiti fisici: mal di testa feroci, nausea, dita che si addormentano e strane linee luminose a zig-zag davanti agli occhi. La modella ha provato a fare finta di nulla, applicando la vecchia ricetta del sorriso forzato: «Continuavo a dirmi: “Sarà lo stress, passerà”. Ma non passava», scrive nel suo diario social. In un posto da cartolina, l'ex concorrente del Grande Fratello ha masticato in silenzio, tentando di convincersi che fosse solo un brutto scherzo della suggestione.La corsa in ospedale
L'illusione però è finita al rientro a Roma, dove il fisico ha smesso di chiedere il permesso e ha tirato il freno a mano. Pressione alle stelle, labbro che trema e un dolore alla testa insopportabile hanno spinto il compagno Alessandro Tulli a caricarla in macchina per una corsa d'urgenza al Pronto Soccorso. Tra flebo, elettrocardiogramma e una Tac cerebrale, si è materializzato il mostro della “scanxiety”, quell’angoscia da esame che i pazienti oncologici conoscono fin troppo bene: «Chi ha vissuto un tumore sa che certe paure non se ne vanno mai davvero. Basta un sintomo e la mente torna immediatamente al periodo più buio della propria vita».
Il verdetto della Tac
La notte nera al Pronto Soccorso si è conclusa con il sospiro di sollievo più grande: l'esame radiologico ha escluso la recidiva del cancro. I medici hanno invece trovato un’inversione della lordosi cervicale, una grana strutturale che scatena contratture e cefalee da urlo. Per i disturbi visivi, l'ipotesi è quella di un'emicrania con aura, un disturbo neurologico fastidioso ma benigno, amplificato dallo stress e dalla disidratazione. L'ex gieffina, che continua a combattere con i pesanti effetti collaterali della terapia ormonale, dovrà fare una risonanza magnetica e una visita neurologica per chiudere il cerchio, ma intanto ha voluto chiudere il suo sfogo sottolineando l'importanza di scegliere sempre la gratitudine per il dono della salute.
Ultimo aggiornamento: giovedì 6 agosto 2026, 19:03
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