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Carta “Dedicata a te” 2026-2027: i 500 euro sono già confermati, ecco come funzionano

August 13, 2026

A differenza di altre misure ancora in discussione, la social card anti povertà è già stata rifinanziata per due anni consecutivi con un decreto attuativo firmato il 17 giugno 2026. Ecco chi ne ha diritto, come cambia rispetto alle edizioni precedenti e cosa chiede ora chi vorrebbe renderla strutturale.

Tra le misure elencate per la manovra 2027 c’è la carta “Dedicata a te”, la social card destinata alle famiglie a basso reddito. Ma qui va fatta una precisazione che cambia la prospettiva rispetto agli altri dossier ancora aperti: la misura, per il biennio 2026-2027, non è più solo un’ipotesi allo studio. È già stata rifinanziata dalla legge di Bilancio 2026 e resa operativa da un decreto interministeriale firmato il 17 giugno 2026 dai ministeri dell’Agricoltura, del Lavoro e dell’Economia. Vediamo cosa prevede nel dettaglio.

Indice

Come funziona

La carta consiste in un contributo una tantum di 500 euro per nucleo familiare, erogato su una carta prepagata Postepay nominale, destinato all’acquisto di beni di prima necessità. Possono accedervi le famiglie residenti in Italia con un Isee ordinario in corso di validità non superiore a 15mila euro. Non serve presentare domanda: è l’Inps a individuare i potenziali beneficiari incrociando i dati delle dichiarazioni Isee, trasmettendo poi gli elenchi ai Comuni per le verifiche anagrafiche e di residenza; le liste definitive vengono infine comunicate a Poste Italiane per l’attivazione delle carte.

Chi resta escluso

La misura è pensata per raggiungere chi non ha accesso ad altre forme di sostegno pubblico. Sono infatti esclusi i nuclei che già percepiscono:

È una scelta di concentrazione delle risorse: il legislatore ha preferito indirizzare il contributo verso le famiglie che, pur avendo un Isee basso, non hanno alcuna rete di protezione sociale già attiva, piuttosto che sommare ulteriori aiuti a chi già ne riceve.

Le priorità nella graduatoria

Quando il numero di potenziali beneficiari supera le risorse disponibili, i Comuni applicano un ordine di priorità stabilito dal decreto: vengono privilegiati anzitutto i nuclei composti da almeno tre persone con almeno un figlio nato entro una certa data di riferimento (per l’edizione 2026, i figli nati entro il 2012 o, in una fascia più ampia, entro il 2008), e a parità di condizioni quelli con l’Isee più basso. Solo successivamente si considerano gli altri nuclei di almeno tre componenti e, infine, quelli con Isee inferiore in generale.

Cosa cambia rispetto alle edizioni precedenti

Introdotta con la legge di Bilancio 2023 come misura destinata esclusivamente ai beni alimentari, la carta ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione. Nell’edizione 2026-2027 la spesa consentita comprende, oltre ai beni alimentari di prima necessità (carne, pesce, latticini, uova, pasta, riso, farine, pane, frutta e verdura, alimenti per l’infanzia, prodotti DOP e IGP), anche il carburante per autotrazione e gli abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale: un’estensione che riconosce, implicitamente, come per le famiglie a basso reddito il costo della mobilità pesi quanto quello della spesa alimentare. Restano tassativamente esclusi alcolici, bevande zuccherate, prodotti non alimentari e servizi online.

Le tempistiche e la doppia annualità

Il decreto del 17 giugno 2026 ha stabilito che il contributo viene erogato in due quote separate, una per il 2026 e una per il 2027, per un totale di 1.000 euro complessivi per chi rientra nella platea in entrambe le annualità. Gli accrediti per la quota 2026 partono da ottobre 2026; chi non ritira o attiva la carta entro il 16 dicembre 2026 può comunque farlo per la quota 2027 tra il 1° aprile e il 31 agosto dello stesso anno. Tutte le somme accreditate dovranno essere utilizzate entro il 10 ottobre 2027, pena la perdita del beneficio residuo.

Le risorse stanziate

Il Fondo per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità, che finanzia la misura, è stato rifinanziato con 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, per un totale di un miliardo di euro sul biennio. È una cifra che, diversamente dalle altre misure fiscali illustrate in questo approfondimento, non richiede una nuova copertura in manovra 2027, essendo già stanziata dalla legge di Bilancio dello scorso anno.

Cosa resta aperto

Se il finanziamento è già garantito per i prossimi due anni, il vero tema politico riguarda il dopo 2027. Alcune associazioni di categoria, tra cui Confcommercio, hanno già chiesto che la misura, nata come intervento emergenziale contro il caro vita, venga trasformata in uno strumento strutturale del sistema di welfare italiano, anziché essere rinnovata di anno in anno con decreti attuativi separati. È un tema che, con ogni probabilità, tornerà sul tavolo proprio in occasione della prossima legge di Bilancio, quando si dovrà decidere se e come finanziare la carta anche per il 2028.