Danieli, direttore generale e vicepresidente: "Sarà un centro educativo e culturale in dialogo con la città. I lavori? Si tratta di un edificio storico, quindi vincolato. Spero sia riaperto entro l’autunno del 2027".

Una suggestiva vista di. Casa Melandri ’sorvegliata’ dalla torre civica (Foto Corelli)

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Casa Melandri, storico edificio di via Ponte Marino, sarà gestito da G-Lab Srl, ente nato dall’esperienza della Fondazione Golinelli di Bologna. L’impresa sociale si è aggiudicata il bando per la concessione della struttura indetto dal Comune. Delle due offerte arrivate, quella di G-Lab ha avuto la meglio quando, ieri, sono state aperte le proposte economiche.
"Il nostro obiettivo - spiega Antonio Danieli, direttore generale e vicepresidente della Fondazione Golinelli - è riaprire Casa Melandri come centro educativo e culturale in continuo dialogo con la città. La nostra attività parte da un ambito scientifico e tecnologico, ma si rivolge anche al settore umanistico. Organizziamo attività laboratoriali, progetti, eventi legati alla scuola, con grande attenzione ai ragazzi. Ma vogliamo anche confrontarci con la città, con le sue eccellenze e peculiarità, a partire da quelle storiche e culturali. Per questo vogliamo collaborare con le realtà del territorio". Il bando prevedeva, da parte del concessionario anche una serie di interventi per migliorare l’accessibilità dell’edificio. "Dobbiamo rispettare i tempi tecnici - conclude Danieli - legati anche al fatto che si tratta di un edificio storico, quindi vincolato. Io sono fiducioso e l’auspicio è di vedere Casa Melandri riaperta entro l’autunno del prossimo anno".
La concessione avrà una durata di nove anni e il concessionario dovrà versare al Comune un canone annuo minimo di 9mila euro, sul quale i concorrenti avevano la possibilità di presentare offerte al rialzo. L’importo è stato deciso tenendo conto anche degli interventi edilizi a carico del concessionario. Gli interventi di recupero dovranno comprendere l’adeguamento e la razionalizzazione della sala al piano terra, la riduzione o eliminazione delle barriere architettoniche ai piani superiori, l’installazione di un ascensore e la realizzazione del relativo vano, oltre alla sistemazione e regolazione degli infissi. Fino ad ora dell’edificio, di 869 metri quadrati, tra piano terra, primo e secondo, veniva utilizzata solo la sala D’Attorre al piano terra, gestita dall’Amministrazione. Il bando prevede che la sala possa essere utilizzata gratuitamente dal Comune per almeno cento ore ogni anno.
A Casa Melandri è legata la storia del Centro relazioni culturali che, qui, ha sempre avuto la sua sede dal 1974, anno della sua nascita voluta fortemente da Walter Della Monica, fondatore dei ‘Trebbi poetici’.
Annamaria Corrado
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