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Casalmaggiore, l’impegno del dottor Mahamat Outman: “Il mio Pronto soccorso deve essere accogliente”

September 13, 2026
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Il medico 64enne arrivato in Italia 40 anni fa dal Ciad è il nuovo responsabile. Lavora all’Oglio Po da venticinque anni: “Chi arriva qui sta male, va supportato”

Il dottor Mahamat Outman 64 anni era arrivato in Italia con un programma di scambio culturale Si è laureato in Medicina a Parma

Il dottor Mahamat Outman 64 anni era arrivato in Italia con un programma di scambio culturale Si è laureato in Medicina a Parma

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Casalmaggiore (Cremona) – Quarant’anni fa è arrivato in Italia dal Ciad con un programma di scambio culturale, si è laureato in Medicina all’Università di Parma e, dopo un’esperienza di 25 anni come medico nel reparto di Medicina interna all’Ospedale Oglio Po di Casalmaggiore, dall’inizio del 2026 è dirigente responsabile facente funzione del Pronto soccorso. Il dottor Mahamat Outman, 64 anni, è una figura ben nota ai casalesi e nell’ambiente medico cremonese, per la sua lunga esperienza in questa zona della provincia. In 25 anni all’Oglio Po ha seguito pazienti nei reparti e negli ambulatori, lavorato con i medici di medicina generale e costruito relazioni con i professionisti dell’ospedale e dei servizi territoriali.

Il ruolo

“Pensavo di concludere la mia carriera in Medicina Interna – racconta il dottor Outman, specializzato in Medicina Interna e Medicina di urgenza –. Il Pronto Soccorso mi ha fatto rinascere professionalmente e rappresenta il completamento di un percorso costruito in tanti anni di lavoro. Oggi posso mettere l’esperienza maturata al servizio di ciò che mi ha sempre appassionato: l’emergenza”. Il Pronto soccorso è sicuramente uno dei reparti in prima linea, che riveste anche un’importanza fondamentale in un territorio, e l’Oglio Po non fa certo eccezione.

“Ogni giorno, all’Ospedale Oglio Po, vengono accolti mediamente tra gli 80 e i 90 pazienti in emergenza-urgenza. C’è chi arriva per un dolore improvviso, chi dopo un incidente, chi per un problema che richiede una valutazione urgente – spiega –. Ogni accesso è diverso dal precedente e richiede competenza, rapidità e capacità di decidere. Ma anche la capacità di accogliere e orientare le persone in un momento di difficoltà”.

La squadra

Il ruolo che ricopre da gennaio oltre alle competenze mediche, richiede anche una conoscenza del territorio e della realtà circostante l’ospedale. “So come funzionano i servizi, lavoro da anni con molti colleghi e spesso incontro pazienti di cui conosco già la storia – dice –. Questo aiuta a comprendere meglio i bisogni e a individuare il percorso di cura più appropriato”. Al fianco del dottor Outman ci sono 24 medici e una équipe infermieristica coordinata da Arianna Paternieri. Il Pronto Soccorso è uno dei luoghi in cui si percepiscono con maggiore immediatezza i bisogni di salute della comunità. Qui arrivano le emergenze, ma anche le fragilità. “Chi arriva qui sta male. Trovare qualcuno che lo saluti, che gli chieda come sta e gli spieghi cosa sta succedendo può fare la differenza” dice il dottor Outman.

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