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Case a basso prezzo, in quali comuni italiani si spende meno di 400 euro al metro quadro: la mappa del risparmio

July 14, 2026

Comprare casa in Italia spendendo meno di un quarto della media nazionale è possibile. Mentre il prezzo medio richiesto per gli immobili a livello nazionale si attesta a 1.903 euro al metro quadro, esistono diverse realtà locali in cui il mercato immobiliare offre occasioni a prezzi decisamente stracciati. A fare una radiografia del comparto è l’ultimo studio di idealista, che ha analizzato l’andamento dei prezzi delle case nel secondo trimestre del 2026, rintracciando i comuni più accessibili del Paese e stilando la mappa del risparmio regione per regione.

Il podio del risparmio

Il comune più economico d'Italia per l'acquisto di un immobile si trova in Piemonte, per la precisione in provincia di Biella. Si tratta di Mosso, località che propone il prezzo al metro quadro più conveniente in assoluto, con una media di vendita di appena 331 euro.

Il podio di questa speciale classifica si completa con due centri siciliani, da anni sotto la lente d'ingrandimento anche per le iniziative di rigenerazione urbana. Al secondo posto si piazza Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, con un prezzo medio di 363 euro al metro quadro, seguito al terzo posto da Grammichele, in provincia di Catania, dove la richiesta di chi vende si ferma a 382 euro al metro quadro. Queste tre località rappresentano le uniche piazze immobiliari in Italia a rimanere al di sotto della soglia psicologica dei 400 euro al metro quadro. 

La fascia tra i 400 e i 500 euro

Subito sopra la soglia dei 400 euro si apre una platea di comuni dislocati lungo tutto lo Stivale. Tra i più convenienti spicca Partanna, in provincia di Trapani, con i suoi 415 euro al metro quadro. Poco più in alto si posizionano Sermide e Felonica nel Mantovano a 468 euro, Borgorose in provincia di Rieti a 472 euro, e Salice Salentino in provincia di Lecce a 473 euro. Sempre sotto i 500 euro troviamo Cerda nel Palermitano (476 euro/mq), Castell’Azzara in provincia di Grosseto (479 euro/mq), oltre a San Donaci e Collepasso, entrambi nel Leccese, appaiati a 486 euro al metro quadro. Chiudono la panoramica del super-risparmio Macomer in provincia di Nuoro (487 euro/mq) e San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza (490 euro/mq).

La classifica dei borghi convenienti prosegue poi con una fitta presenza di comuni piemontesi e siciliani nella fascia tra i 500 e i 540 euro al metro quadro, tra cui spiccano Petralia Soprana, Melissano, Grassano, Paesana, Viola, Cianciana, Comiso, Sambuca di Sicilia, Capistrello, Favara, Sanfront e Ceva. 

I divari con le medie regionali

Il dato più sorprendente emerso dall'analisi di idealista è il divario netto tra i prezzi di questi piccoli borghi e la media delle rispettive regioni di appartenenza.

Lo scarto più ampio si registra a Castell’Azzara rispetto alla media della Toscana e a Sermide e Felonica rispetto alla Lombardia: in entrambi i casi si calcola un crollo del prezzo dell'81% rispetto al dato regionali. Molto marcata anche la differenza a Borgorose, che si attesta a un meno 79% rispetto alla media del Lazio.

Al contrario, la forbice più stretta del Paese si registra in Calabria, dove San Giovanni in Fiore si discosta dalla media regionale del 47%, e in Sicilia, dove centri come Comiso, Sambuca di Sicilia e Favara segnano un meno 49% rispetto al valore economico medio dell'isola. 

La mappa 

L'indagine estende lo sguardo geografico individuando la località più economica per ognuna delle venti regioni italiane, disegnando un mercato estremamente frammentato in cui le barriere di ingresso variano sensibilmente a seconda della latitudine. Accanto ai territori già citati che presidiano la vetta del risparmio nazionale, si incontra un folto gruppo di regioni capaci di mantenere i propri minimi di mercato abbondantemente al di sotto dei 700 euro al metro quadro.

Scendendo nel dettaglio, la Campania trova il suo presidio più economico a San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino, con una richiesta media di 556 euro al metro quadro, cifra identica a quella registrata in Umbria nel borgo di Sigillo, in provincia di Perugia. Poco più in alto si attesta l'Emilia-Romagna, che vede in Bettola, nel Piacentino, la sua piazza più abbordabile a 575 euro al metro quadro. Anche la Liguria riesce a difendere una forte accessibilità nell'entroterra dello Spezzino, dove Varese Ligure si ferma a 643 euro al metro quadro. La lista dei comuni sotto i 700 euro si chiude infine con Bojano nel Molise, in provincia di Campobasso, stabile a 658 euro al metro quadro, e Falerone nelle Marche, in provincia di Fermo, dove per comprare casa bastano mediamente 689 euro al metro quadro.

La situazione cambia radicalmente quando ci si sposta verso il Nord-Est e l'arco alpino, dove i minimi di mercato subiscono una decisa impennata. In Veneto, la soglia minima regionale sale infatti a 726 euro al metro quadro a Trichiana, in provincia di Belluno, mentre il Friuli-Venezia Giulia vede Spilimbergo, nel Pordenonese, posizionarsi poco sotto il tetto dei mille euro, precisamente a 916 euro al metro quadro. Le uniche due regioni italiane a non presentare alcuna alternativa d'acquisto al di sotto dei quattro zeri sono la Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige: nella regione valdostana il prezzo più basso si trova a Chatillon con 1.084 euro al metro quadro, mentre le vette del Trentino chiudono la panoramica nazionale con i 1.241 euro al metro quadro richiesti nel comune di Brentonico.


Ultimo aggiornamento: martedì 14 luglio 2026, 05:00

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