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Caso Caliendo, il Riesame revoca la sospensione dalla professione per Bergonzoni: Oppido resta fermo

October 6, 2026

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato la misura interdittiva nei confronti della cardiochirurga Emma Bergonzoni, indagata insieme al collega Guido Oppido nell'inchiesta riguardante la morte del piccolo Domenico Caliendo, con l'accusa di falsificazione della cartella medica. Per Oppido è stata invece confermata la sospensione dell'esercizio della professione per 12 mesi. 

Bergonzoni può tornare al lavoro, Oppido no

La misura, disposta dal gip Mariano Sorrentino per la durata di sette mesi, è stata annullata. Bergonzoni potrà quindi tornare a esercitare la professione. A notificarle il provvedimento sono stati i carabinieri del Nas di Napoli, che provvederanno a trasmettere la comunicazione anche all'Ordine dei Medici e all'ospedale Monaldi.

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La decisione del Riesame di reintegrare la dottoressa nella piena agibilità professionale pone fine ad una condizione che abbiamo sempre considerato ingiusta,

hanno dichiarato gli avvocati Vincenzo Maiello ed Emanuele Raimondo. Diversa la posizione del cardiochirurgo Guido Oppido, per il quale l'interdizione è stata confermata.

L'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico

L'ultimo sviluppo - arrivato nell'ambito del fascicolo riguardante l'ipotesi di reato di falsificazione della cartella medica - segue di pochi giorni quelli sull'intervento al cuore fallito del piccolo Domenico, al centro di un altro fascicolo per omicidio colposo, che vede indagati sette medici. 

Il bimbo, di due anni e mezzo, fu sottoposto al trapianto il 23 dicembre 2025. Il 21 febbraio 2026, dopo quasi due mesi di collegamento all'Ecmo, il macchinario per il supporto alle funzioni cardiache e respiratorie, morì. Secondo una super perizia disposta dal giudice, si sarebbe potuto salvare.

Determinante, secondo i periti, la scelta di non utilizzare un cuore artificiale Berlin Heart, che avrebbe "probabilisticamente evitato il decesso e consentito di preservare e ristabilire la funzionalità d'organo", rendendo il bimbo "potenzialmente candidabile a un ritrapianto", quando, il 17 febbraio, si rese disponibile un nuovo cuore. 

A quel punto, le sue condizioni erano invece già gravi. Alla luce di queste conclusioni, l'avvocato Petruzzi, che assiste i genitori, ritiene che andrebbe contestato l'omicidio volontario con dolo eventuale. 

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La presunzione di innocenza resta un principio che rispettiamo - ha dichiarato il legale all'Ansa commentando il verdetto del Riesame - così come rispettiamo, oggi con particolare convinzione, le decisioni dei giudici. Domenico non c'è più. Il resto lo stabilirà il processo, e noi ci saremo.