«Non sono il prestanome di nessuno». Giuseppe Lavitola respinge le accuse e nega di aver mai fatto da schermo al padre Valter Lavitola. Ma sul caso interviene anche Adriana Linhares De Lucena, già legata a Lavitola, che offre una lettura diversa della vicenda: «Secondo me sta coprendo qualcuno».
Le due testimonianze sono state raccolte da Filorosso, il programma condotto da Antonino Monteleone su Rai 3, nella puntata andata in onda ieri sera 22 settembre.
«Mai stato socio di una società con mio padre»
Giuseppe Lavitola ha risposto alle dichiarazioni di Benjamin Chimutengo, socio africano di Valter Lavitola, secondo il quale il figlio sarebbe stato un prestanome. «Io non sono il prestanome di nessuno. Non sono mai stato socio di una società con mio padre», ha affermato. Giuseppe Lavitola ha inoltre sottolineato di non essere stato amministratore di una società del padre, ruolo che invece, secondo quanto sostiene, sarebbe stato ricoperto dallo stesso Chimutengo. «E quindi, scusate, il prestanome sarei io? Se necessario mi tutelo nelle sedi opportune», ha aggiunto.
Il figlio di Lavitola ha ammesso di aver collaborato al progetto sui carbon credit, precisando però di essersi tirato indietro nella primavera del 2025, prima di Chimutengo, per ragioni personali che non ritiene di dover spiegare. Giuseppe Lavitola non ha invece commentato un documento che riporterebbe la sua firma e che sarebbe stato registrato nell'ufficio di Future Awaits Holdings.
Sul possibile coinvolgimento dei magistrati si è detto disponibile: «Se avranno voglia di sentirmi non ho alcun problema. Non sono stato il prestanome di nessuno. Non ho niente da nascondere».L'ex compagna: «Valter non c'entra, sta coprendo qualcuno»
A Filorosso ha parlato anche Adriana Linhares De Lucena, già legata a Valter Lavitola. Nell'intervista realizzata da Moreno Pisto, la donna ha sostenuto di conoscere molti aspetti della vicenda per essere stata a lungo al fianco di Lavitola. «La mia opinione personale? Io so che Valter non c'entra. Poi ho le prove», ha dichiarato. Secondo la sua ricostruzione, Lavitola starebbe assumendosi responsabilità per proteggere qualcun altro, come – sempre secondo quanto affermato dalla donna – avrebbe già fatto in passato nella vicenda che coinvolse Silvio Berlusconi. Linhares De Lucena ha raccontato anche di essere andata a trovare Lavitola in carcere e di averlo invitato a raccontare ciò che sapeva: «Gli ho detto: dì la verità, fregatene di tutti quanti. Salva la tua pelle». Durante quell'incontro, sempre secondo il suo racconto, Lavitola avrebbe preso un libretto per scriverle qualcosa, ma lei lo avrebbe fermato per evitare che il foglio potesse successivamente uscire dal carcere.
Infine la donna ha parlato anche di Sigfrido Ranucci. Pur dichiarando di non averlo «mai trovato simpatico», ha aggiunto: «Io penso che loro avevano degli accordi», sostenendo però di non considerarlo una vittima.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 23 settembre 2026, 08:27
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