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Caso Regeni, la sentenza dopo dieci anni: tre 007 egiziani condannati, uno assolto

September 28, 2026

A dieci anni dalla morte di Giulio Regeni, il processo celebrato a Roma arriva alla sua conclusione. La Corte d’Assise ha pronunciato oggi, 28 settembre 2026, la sentenza nei confronti dei quattro agenti dei servizi di sicurezza egiziani accusati del sequestro, della tortura e dell’uccisione del ricercatore italiano.

Caso Regeni, sentenza sugli 007 egiziani: tre condanne

Il 28 settembre 2026 è arrivata la sentenza della Corte d’Assise di Roma nel processo per l’omicidio di Giulio Regeni. 

Sul banco degli imputati quattro appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani: Tariq Sabir, Uhsam Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. 

Tre agenti dei servizi di sicurezza egiziani sono stati condannati a 10 anni di carcere, mentre Tariq Sabir è stato assolto. I tre imputati sono stati condannati per il sequestro di Giulio Regeni. I giudici hanno fatto cadere l'accusa di omicidio.

Nessuno dei quattro si è mai presentato in aula nel corso del procedimento. Gli imputati risultano infatti irreperibili e irrintracciabili da anni e il processo si è svolto in loro assenza.

In aula erano presenti i genitori del ricercatore, Paola Deffendi e Claudio Regeni, insieme alla sorella Irene.

Il caso Giulio Regeni

Triestino, classe 1988, Giulio Regeni era arrivato in Egitto nel settembre 2015 per svolgere una ricerca di dottorato per l'Università di Cambridge. Studiava come stava cambiando il lavoro nel paese e seguiva da vicino i sindacati indipendenti.

Il 25 gennaio 2016, quinto anniversario della rivolta di piazza Tahrir, il ricercatore esce di casa per raggiungere il centro del Cairo. Da quel momento nessuno ha più sue notizie. Le ultime tracce portano ad una stazione della metropolitana poco distante dal cuore della città. Nove giorni dopo, il 3 febbraio, il suo corpo viene rinvenuto ai margini della superstrada tra il Cairo e Giza. È quasi svestito e porta i segni evidenti di torture.

La magistratura italiana ha aperto subito un'indagine. Nello stesso momento, però, dall'Egitto sono arrivate una serie di versioni contraddittorie che sono andate in direzioni opposte: prima si è parlato di un incidente stradale, poi di un delitto passionale, poi di un traffico di droga. I tentativi di sviare le indagini sono arrivati al culmine il 24 marzo 2016, con la morte di cinque uomini presunti responsabili dell'omicidio.