Cinque test effettuati sugli abiti di Yara Gambirasio, le fotografie ad alta definizione dei risultati e una lettura che oggi la difesa di Massimo Bossetti contesta. È il nuovo elemento che torna ad accendere l’attenzione sull’omicidio della 13enne di Brembate di Sopra, trovata morta nel 2011 a Chignolo d’Isola.
Nel servizio di Luigi Pelazza per Le Iene, in onda questa sera, 24 settembre, su Italia 1, l’avvocato Claudio Salvagni e il genetista forense Marzio Capra mostrano parte del materiale che la difesa ha potuto visionare il 7 febbraio 2025 dopo l’accesso ai reperti autorizzato dai giudici.
Al centro ci sono alcune fotografie, finora mai mostrate, relative a test eseguiti su diverse porzioni del giubbotto e della felpa di Yara.
I test sugli abiti di Yara

Secondo la consulenza della difesa, alcune di quelle immagini mostrerebbero riscontri indicativi della presenza di liquido seminale maschile, nonostante nelle relazioni ufficiali alcuni campioni fossero stati classificati con esito negativo. È questo il punto contestato da Capra. «Qualsiasi scienziato forense avesse ottenuto questo risultato avrebbe dovuto catalogarlo come positivo o comunque da approfondire», sostiene il genetista. Secondo il consulente, anche uno dei test sulla felpa mostrerebbe una positività debole, che ritiene compatibile con il fatto che il reperto fosse rimasto per circa tre mesi all’aperto, esposto a pioggia, gelo e intemperie.
La nuova tesi della difesa di Bossetti

La difesa chiede ora di poter ripetere e approfondire gli accertamenti con strumenti più sensibili rispetto a quelli disponibili all'epoca. Capra pone anche una domanda sull'eventuale provenienza delle tracce: «Se fossero state di Bossetti l’accusa le avrebbe utilizzate per inchiodarlo ancora di più. Ma se non lo sono, di chi sono?».
Non si tratta, dunque, di una nuova prova che abbia già accertato la presenza e l'origine di liquido seminale sugli abiti di Yara, ma della nuova interpretazione proposta dai consulenti della difesa sulla documentazione relativa ai test eseguiti durante le indagini.
Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara, in un procedimento nel quale ha avuto un ruolo centrale la traccia genetica identificata come “Ignoto 1”. La difesa punta ora a capire se i risultati documentati nelle fotografie possano essere nuovamente analizzati e quale eventuale rilevanza possano avere sul caso.
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