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Castellini e il mercato. "Bologna e Rowe: nessuno si aspettava l’addio in extremis»

September 3, 2026

Jonathan Rowe, l’inglese era arrivato al Bologna nella passata stagione reduce da un momento burrascoso con il Marsiglia. Cercato anche in Premier League, alla fine è andato all’Atalanta di Maurizio Sarri Nel riquadro, l’ex giocatore rossoblù Marcello Castellini (Schicchi)

Jonathan Rowe, l’inglese era arrivato al Bologna nella passata stagione reduce da un momento burrascoso con il Marsiglia. Cercato anche in Premier League, alla fine è andato all’Atalanta di Maurizio Sarri Nel riquadro, l’ex giocatore rossoblù Marcello Castellini (Schicchi)

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"Rowe ceduto nell’ultimo giorno di mercato probabilmente non se l’aspettava nessuno, ma penso che senza l’Europa il club si sia sentito incentivato a fare più plusvalenze". Così Marcello Castellini, ex pilota della difesa ed ex capitano, ma soprattutto ex rossoblù con un occhio sempre interessato, e appassionato, alle vicende di Casteldebole.

Castellini, senza i ‘Big Four’ il Bologna appare indebolito. "Alt. Se questa domanda mi fosse stata fatta prima dell’arrivo di Theate avrei risposto di sì, perché dietro vedevo la squadra in netta difficoltà. Chiaro che Lucumi ha lasciato un vuoto pesante, però il belga è un nazionale e un difensore navigato, oltre che uno che già conosce l’ambiente. Per me è una bona soluzione per provare a chiudere quel buco".

E se usciamo dall’orticello della difesa per giudicare l’insieme? "Non siamo la squadra da prima fascia che eravamo un anno fa, questo sì, perché oggi ci sono tante incognite: ma un campionato tranquillo lo possiamo fare".

Un campionato tranquillo non è un piatto un po’ indigesto per chi un anno e mezzo fa alzava al cielo una Coppa Italia? "La vittoria della Coppa Italia probabilmente ha un po’ stravolto le aspettative. Vinci un trofeo importante e pensi che anche l’anno dopo succederà qualcosa di altrettanto grande: ma non è automatico. Non conosco i conti e le dinamiche di Casteldebole ma credo che Saputo, col Bologna fuori dalle coppe, non abbia frenato i suoi dirigenti nel fare plusvalenze...".

Il risultato è che si naviga nell’incertezza. "Nel calcio le certezze non le hai neanche quando acquisti calciatori costosi: prendi uno da venti milioni ma prima di vederlo all’opera non sai se quell’investimento verrà ripagato sul campo. A maggior ragione quando escono dei capisaldi che qui hanno fatto benissimo e al loro posto arriva qualche scommessa. Però non trascuriamo il fattore Sartori".

Fiducia cieca nelle mosse del Cobra. "Sartori è bravissimo nel saper scegliere calciatori che magari vengono da una stagione un po’ anonima, in cui non hanno reso per quello che potevano, e rilanciarli alla grande: Mbangula può essere uno di questi".

Ergo la lancetta del suo barometro pende dalla parte della fiducia. "Alla fine, come succede sempre nel calcio, parlerà il campo: ma il campo un po’ ha già cominciato a parlare. A parte il primo tempo con la Lazio, dove siamo andati in difficoltà, ho visto un Bologna a cui Tedesco ha già dato alcune prime certezze. E oggi è ancora troppo presto per capire che piega prenderà la stagione".

Massimo Vitali

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