Dario Monticelli guida il pubblico di Materia alla scoperta del grande compositore tedesco tra filosofia, musica e storia

Un viaggio affascinante attraverso la vita, la musica e le contraddizioni di uno dei più grandi compositori del Novecento. Venerdì 11 settembre, lo spazio culturale Materia a Castronno ha ospitato una serata interamente dedicata a Richard Strauss.
A guidare il pubblico in questo percorso è stato Dario Monticelli, presidente dell’associazione Officine Musicali Aps, che ha delineato la figura dell’artista tedesco tra innovazione musicale, legami con i grandi filosofi del suo tempo e il controverso rapporto con la storia del primo Novecento.
Nato nel 1864 e scomparso nel 1949, Strauss ha attraversato un’epoca di profondi cambiamenti storici e culturali, vivendo dall’unificazione tedesca fino al secondo dopoguerra. Durante l’incontro, Monticelli ha spiegato come la sua figura si collochi al termine di una grandissima tradizione musicale: «Strauss si sentiva parte di questa storia e di questa cultura. Non fu solo un compositore, ma anche un grande operista e un punto di riferimento per intellettuali, registi e librettisti del suo tempo».
Al centro della lezione si è trovata l’analisi di uno dei suoi capolavori più celebri, il poema sinfonico Così parlò Zarathustra, ispirato all’omonima opera di Friedrich Nietzsche. Attraverso l’ascolto guidato dei momenti chiave del brano, è stato mostrato come il musicista sia riuscito a tradurre in note i complessi concetti filosofici del testo: dal tema della natura e della religione, fino alla scienza e al superamento dei propri limiti.
Particolarmente interessante è stata la spiegazione della celebre apertura orchestrale, una delle pagine più potenti della storia della musica, capace di descrivere la forza cosmica e la genesi del mondo.
L’incontro non ha tralasciato gli aspetti più dibattuti dell’esistenza di Strauss, in particolare gli anni del regime nazista, durante i quali il compositore accettò ruoli istituzionali. Una posizione complessa e spesso ambigua, mossa sia dalla volontà di tutelare i propri familiari di origine ebraica, sia dal desiderio di salvaguardare la propria produzione artistica.
A dispetto delle critiche di una parte del mondo culturale Novecentesco, che lo considerava un conservatore rispetto alle avanguardie dell’epoca, la musica di Strauss è stata ampiamente rivalutata nel tempo. «La sua è stata la capacità di non inseguire a tutti i costi l’iconoclastia musicale, mantenendo invece una strada personale e indipendente», ha sottolineato Monticelli, evidenziando il valore temporale di un artista che ha saputo raccogliere l’eredità del passato per lasciarla alle generazioni future.
In chiusura di serata, il presidente di Officine Musicali Aps ha ricordato anche i prossimi appuntamenti promossi sul territorio, tra cui le iniziative legate alla mostra in corso in Valceresio, pensate per continuare a diffondere la cultura musicale tra gli appassionati.
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