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CATL e BYD, via al rallenty in Ungheria tra controlli ambientali e nuove regole - Vaielettrico

September 3, 2026


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CATL e BYD nel mirino in Ungheria, dopo il cambio di regime a Budapest. La produzione di celle nello stabilimento CATL di Debrecen, in Ungheria, subisce un nuovo rallentamento. Le autorità locali hanno imposto la sospensione temporanea delle attività a causa di carenze nella sicurezza ambientale. Il caso si inserisce in un più ampio irrigidimento dei controlli sugli investimenti industriali cinesi nel Paese, che coinvolge anche altri produttori di batterie e BYD.

CATL ora dovrà completare tutti gli interventi necessari per correggere le criticità in materia di sicurezza prima di poter avviare ufficialmente la produzione. Nel frattempo sono consentite esclusivamente le attività di messa a punto e collaudo degli impianti.

CATL BYD Ungheria
L’impianto CATL di Debrecen, in Ungheria

Attività sospese per elevata esposizione al nichel

Lo stabilimento CATL di Debrecen è al centro di un investimento da 7,34 miliardi di euro, destinato a creare un polo europeo delle batterie con una capacità complessiva prevista di 100 GWh tra celle e moduli. La produzione dei moduli, con una capacità annua di 5 GWh, è iniziata lo scorso maggio. Diversa la situazione per le celle, il cui effettivo avvio della produzione di serie è ora destinato a slittare.

La vicenda è emersa durante le attività di debugging e produzione sperimentale. Secondo le informazioni riportate dalle autorità ungheresi, alcuni lavoratori sarebbero stati esposti a polveri di nichel oltre i limiti occupazionali.

CATL aveva avviato all’inizio di giugno un programma di monitoraggio biologico dell’esposizione. Ad agosto, però, nove dipendenti hanno mostrato indicatori di presenza di nichel superiori ai valori attesi.

Le ispezioni effettuate dagli enti regolatori avrebbero inoltre evidenziato una dotazione insufficiente di dispositivi di protezione in alcune aree dello stabilimento. Il 25 agosto è quindi arrivato l’ordine di interrompere immediatamente le attività nei reparti interessati.

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Gli ostacoli colpiscono la catena di fornitura

I problemi di sicurezza non sono l’unico elemento a rallentare il progetto. La richiesta per la licenza produttiva relativa alla seconda fase dello stabilimento è stata respinta il 19 agosto a causa di errori nella planimetria generale del sito, che riportava in modo non corretto alcuni edifici già completati.

Le conseguenze si riflettono anche sulla catena di fornitura. Il sito di Debrecen dovrebbe rifornire soprattutto gli stabilimenti locali di Mercedes-Benz e BMW. Per mantenere le forniture a Mercedes, CATL starebbe ricorrendo temporaneamente a batterie prodotte in altri stabilimenti, sostenendo i costi aggiuntivi legati alla logistica.

La produzione BMW interessata dal progetto non è invece ancora iniziata e, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe al momento coinvolta dal rallentamento.

CATL BYD Ungheria
La sede europea di BYD si trova a Budapest

Ungheria post-Orbàn, stretta ambientale

Parallelamente alle verifiche sulla sicurezza, CATL è finita sotto pressione anche per questioni ambientali. Un parlamentare ungherese ha riferito di una multa da 10 milioni di fiorini, circa 27.000 euro, per diverse violazioni delle autorizzazioni ambientali integrate.

Tra le contestazioni figurano l’etichettatura non corretta dei rifiuti, la segnaletica insufficiente relativa ai rifiuti pericolosi e sistemi di controllo degli accessi ritenuti inadeguati.

Il caso CATL si inserisce così in un quadro più ampio. Il nuovo governo ungherese post Orbàn ha annunciato che i cosiddetti “investimenti strategici” non potranno più beneficiare di esenzioni dalle normative ambientali, di tutela della natura e urbanistiche. In caso di violazioni, un progetto potrà inoltre essere escluso dal rilascio di nuovi permessi edilizi per almeno sei mesi.

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L’inasprimento dei controlli non riguarda soltanto CATL. A giugno le autorità hanno sospeso le attività di uno stabilimento di Semcorp, produttore di separatori per batterie agli ioni di litio, dopo il rilevamento di elementi metallici nelle acque sotterranee.

Anche il colosso BYD è stata multato per accuse relative allo smaltimento di terreno contaminato su terreni agricoli. La Casa automobilistica cinese avrebbe inoltre posticipato l’avvio produttivo del proprio stabilimento ungherese, inizialmente previsto per il quarto trimestre 2025, al quarto trimestre 2026.

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