Il cinquantenne era precipitato dal balcone di casa a Roncadelle. Indagini sulle cause del cedimento strutturale

L’incidente domestico è accaduto la sera del 10 ottobre Sergio Martini era seduto su una sedia sul balcone quando la ringhiera ha ceduto e lui è precipitato picchiando violentemente la testa

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Roncadelle (Brescia), 24 ottobre 2026 – Ha lottato per quasi due settimane in un letto del reparto di terapia intensiva degli Spedali Civili di Brescia, ma il suo quadro clinico si è rivelato purtroppo irreparabile e le sue condizioni sono andate peggiorando nonostante tutti gli sforzi fatti dai medici e dagli infermieri, che non lo hanno mai lasciato solo.
La tragedia a Roncadelle
È morto Sergio Martini, 50 anni, caduto tragicamente dal balcone di casa la sera dello scorso 10 ottobre a Roncadelle. A nulla è servito il delicato intervento chirurgico a cui i medici lo avevano sottoposto d’urgenza, nel disperato tentativo di strapparlo alla morte e al terribile trauma cranico riportato nella caduta a testa in giù. La tragedia si è consumata in un’abitazione di via Castello, dove il cinquantenne stava trascorrendo un tranquillo sabato sera in compagnia di familiari e amici.
I dettagli dell'incidente
Secondo quanto ricostruito finora, subito dopo la cena Martini si trovava seduto su una sedia sul balcone dell’appartamento dove viveva. Improvvisamente, per cause ancora in fase di accertamento, la ringhiera di protezione avrebbe ceduto, trascinandolo nel vuoto per oltre quattro metri. Si è trattato di un volo spaventoso e fatale: il cinquantenne è precipitato a testa in giù, impattando prima contro una tettoia sottostante e poi finendo la sua caduta sul balcone del piano inferiore.
L’impatto gli aveva provocato il gravissimo trauma cranico e lesioni interne devastanti. I soccorsi erano scattati poco prima delle 23 e avevano chiamato in strada decine di residenti e vicini di casa spaventati dal forte boato.
L'intervento dei soccorsi e le indagini
Sul posto erano giunti a sirene spiegate i sanitari del 118, che avevano stabilizzato l’uomo prima della corsa disperata al nosocomio cittadino, e i carabinieri per i primi rilievi di legge. I familiari hanno riferito agli inquirenti che nessuno ha assistito in diretta al momento della caduta e che nessuno ha visto la dinamica precisa dell’incidente.
Gli accertamenti dell’Arma proseguono per chiarire se a provocare la tragedia sia stato un cedimento strutturale delle protezioni in metallo o una perdita di equilibrio, anche se la pista principale resta quella del drammatico infortunio domestico accidentale.
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