Pubblicato il: 16/07/2026 – 13:41
COSENZA “Inaccettabile il declassamento dei Centri dialisi calabresi “: è la denuncia di ANED APS, che in una nota a firma del dirigente Pasquale Scarmozzino segnala “il trend negativo dei dati di dialisi”, un fenomeno che “suggerisce di fare un’analisi seria e competente della rete emodialitica calabrese. Il modello di riferimento lo ha applicato in Calabria con successo la direttrice dell’azienda reggina, Lucia Di Furia: confronto, rispetto e competenza hanno viaggiato di pari passo. Per questo ne invochiamo il ritorno! I parametri regionali ufficiali (agosto 2025) segnalano nel territorio cosentino una prevalenza di 938 dializzati per milione di popolazione – la peggiore tra le province calabresi – contro i 694 pazienti della provincia di Reggio Calabria. Facile capirne che è tutta materia legata alla gestione visto che le regole sono uguali per tutti”.
Creare nuovi centri, non declassarli
In premessa, per evitare nuovi emuli infausti nel declassamento dei centri dialisi, attinente la tipologia di centro dialisi chiariamo una cosa, per Aned lapalissiana: quanto riportato nell’allegato A del DCA 103 della rete nefrodialitica al p 3.3 è prevista la costituzione di Centri ad Assistenza Limitata (CAL). Questo però vuol dire creazione di nuovi centri ma mai declassamento d’imperio che l’azienda cosentina ha fatto dei Centri Assistenza Decentrati (CAD) perché , quest’ultimi, hanno compiti e strumenti ben diversi proprio per risolvere situazioni dei pazienti complessi. Una differenza sostanziale di gestione clinica che (forse involontariamente) è sfuggita ai promotori della Delibera 985 con tutti i rischi connessi e che, per chi come Aned vive per tutelare i pazienti nefropatici e trapiantati e per i dirigenti sanitari preposti non devono mai dimenticarsene”.
De Salazar riveda quella delibera
“Il declassamento dei centri – aggiunge Scarmozzino – fatto arbitrariamente e alla chetichella nei modi come è stato fatto, senza consultare associazioni di pazienti, sindacati, associazioni scientifiche non è accettabile, se costretti adiremo per via legali. Recentemente ho avuto modo di incontrare e interloquire molto francamente e piacevolmente con il direttore Vitaliano De Salazar su trapianti d’organo e della dialisi. Al dr De Salazar chiediamo la revisione della Delibera 985 e programmare un confronto ad hoc per verificare congiuntamente lo stato dell’arte e come insieme costruire azioni propositive e migliorative nell’interesse dei nefropatici e trapiantati d’organo. Anche su quest’ultimo punto, per la storia positiva della trapiantologia calabrese e cosentina, dobbiamo molto lavorare per la ripresa di una attività di fondamentale importanza per i nefropatici calabresi!” conclude.