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Cesena, un Diamanti camaleontico. Così ha cambiato pelle alla squadra

September 8, 2026

La mano dell’allenatore decisiva nel successo di Chiavari e nel pareggio in rimonta contro il Mantova

Mister ’Alino’ Diamanti è partito con il piede giusto: 5 punti nelle prime tre giornate

Mister ’Alino’ Diamanti è partito con il piede giusto: 5 punti nelle prime tre giornate

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Mignani ci aveva abituato agli stessi cambi, chiamati più o meno sempre negli stessi minuti. Ashley Cole era fermo sul suo 4-2-3-1 disorientando i giocatori con ruoli anche inediti. Da Diamanti, invece, non sai mai cosa aspettarti, ma di sicuro fino a qui il saper cambiare pelle alla sua squadra ha portato il Cesena ad avere 5 punti, imbattutto alla terza giornata di campionato. Un buon bottino in avvio di stagione, soprattutto se si considera l’ennesima rivoluzione: nuovo ds, allenatore esordiente, rosa rinnovata e ringiovanita. Al di là delle sostituzioni decisive, l’allenatore sta leggendo le partite, cosa che un tecnico deve saper fare ma come si è visto dalle esperienze passate non sempre è scontato.

Contro l’Entella ha inserito Debenedetti per tentare di alzare il baricentro quando la squadra non riusciva a venire fuori dalla propria area di rigore, evitando il pari. Nell’1-1 in rimonta con il Mantova l’inserimento di Frabotta (impegnato su tutti i fronti) e D’Andrea (ottimo debutto, suo l’assist per la rete del pareggio) ha accelerato la manovra arrivando alla rete di Shpendi. Rispetto ai due precedenti match contro Sampdoria ed Entella, il copione con il Mantova è stato diverso. Un primo tempo che, al netto di alcune occasioni del Cesena, è stato caratterizzato da un ritmo gara più basso e maggiori difficoltà dei bianconeri. Il colpo di grazia poi è arrivato alla mezzora con il gol di Ruocco che ha mandato le squadre negli spogliatoi sul parziale di 1-0. Il primo cambio all’intervallo con la bocciatura di David e l’ingresso in campo di Frabotta. Con l’ex Juventus la musica cambia, andando ad inserire un giocatore di spinta a discapito di un David troppo in difficoltà insieme a Fiori nel primo tempo. Nei secondi 45 minuti decisivo l’ingresso di D’Andrea. Il numero 16, con tutta la voglia di dimostrare il suo valore, ha sfornato una grande prestazione, impreziosita dall’assist al bacio per Shpendi. I cambi hanno dato ragione al tecnico toscano che nell’assalto finale con le tante occasioni sprecate avrebbe potuto anche portare a casa i 3 punti. Rispetto alle prime due uscite, il Cesena ha prima sofferto durante i primi 45 minuti di partita, per poi tornare a ruggire e fare male a un avversario che si trovava a punteggio pieno prima della trasferta del Manuzzi. Contro la Virtus Entella, la partita si era complicata, invece, nella ripresa per la costante pressione degli uomini di Chiappella. Per ovviare a ciò e dare respiro alla difesa, Diamanti aveva introdotto Debenedetti come riferimento in attaco per palle lunghe che permettessero alla squadra di salire e alleggerire il pressing dei liguri.

Non si tratta della miglior partenza negli ultimi 3 anni per il Cesena (lo scorso campionato 7 punti frutto di due vittore con Pescara e Sampdoria e un pari in casa con l’Entella, l’anno precedente 6 punti con le due vittorie su Cararrese e Catanzaro, sconfitta invece con il Sassuolo alla seconda) ma è pur sempre un ottimo inizio tanto più se davanti c’è la difficilissima sfida con una Cremonese rinata dopo il cambio in panchina.

Gabriel Vincenzi

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