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Chi è Benjamin Netanyahu, la storia del primo ministro israeliano

October 27, 2026

Introduzione

Nato a Tel Aviv il 21 ottobre 1949, Benjamin "Bibi" Netanyahu è il primo ministro rimasto più a lungo in carica nella storia di Israele. Personaggio controverso, pur ricevendo critiche sia in patria sia all'estero, il leader del Likud - partito della destra nazionalista - è riuscito quasi sempre a garantirsi una maggioranza per governare.

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Quello che devi sapere

Il legame con gli Stati Uniti

Di origini metà polacche e metà bielorusse, Netanyahu nasce l'anno successivo alla fondazione dello Stato di Israele ma trascorre una parte considerevole della sua giovinezza negli Stati Uniti. Nel 1963 segue insieme al resto della famiglia il padre, nominato docente di storia e filosofia all'Università di Denver prima e in seguito di studi ebraici all'Università Cornell, a New York. Dopo il completamento del servizio militare e un ruolo operativo nella guerra dello Yom Kippur del 1973 contro l'Egitto, torna negli States dove consegue la laurea in architettura al Massachussets Institute of Technology.

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La carriera diplomatica

Ma il suo rapporto con il Paese a stelle e strisce non si esaurisce con gli studi universitari. Nel 1982 Netanyahu è nominato numero due della diplomazia israeliana a Washington, diventando anche un volto noto nei media americani sui quali difendeva strenuamente, in ottimo inglese, il suo Paese. Anche grazie alla padronanza della lingua e alle relazioni intessute sul suolo americano, nel 1984 diviene ambasciatore di Israele presso le Nazioni Unite, carica che conserva fino al 1988. 

Per approfondire: Elezioni in Israele, Eisenkot sfida Netanyahu. Lo scenario politico

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La morte del fratello

In patria, la popolarità di Netanyahu è legata soprattutto alla sua storia familiare. Nel 1976 suo fratello maggiore, Jonathan, viene ucciso in un’operazione di salvataggio di alcuni ostaggi nell’aeroporto di Entebbe, in Uganda. Le circostanze della morte fanno breccia nell’opinione pubblica israeliana e la figura diventa leggendaria. Benjamin si fa promotore della memoria fondando un centro anti-terrorismo dedicato al fratello scomparso. 

Per approfondire: Elezioni in Israele, tutti i partiti in corsa per la Knesset: dal Likud a Yashar. LA MAPPA

Leader del Likud

A fine anni Ottanta, Netanyahu si iscrive al Likud del quale è tuttora il leader. Dopo aver ricoperto la carica di capo dell'opposizione, nel 1996 si aggiudica le elezioni vinte di misura con lo slogan "Una pace sicura". Dal primo mandato governativo, concluso nel 1999, in avanti sposta l’asticella sempre più a destra alleandosi con i partiti religiosi più influenti nel Paese, da Shas fino a Otzma Yehudit.

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Primo ministro

Da metà anni Novanta il Likud è rimasto uno dei protagonisti principali della politica israeliana e mediorientale, uscendo vincitore dalle urne varie volte e conservando una centralità nel sistema di potere israeliano. Netanyahu torna alla guida del governo nel 2009 e vi resta quasi ininterrottamente superando per longevità uno dei fondatori dello Stato ebraico, David Ben Gurion. 

©Ansa

L'alleanza con Trump

Più volte vicino all'uscita di scena, l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti nel 2016 regala a Benjamin Netanyahu un alleato prezioso. Sin dal primo mandato il tycoon offre sostegno a Israele e al suo leader, con le parole e con i fatti. Secondo il quotidiano The Guardian la lista delle concessioni fatte in dieci anni è lunga, dalla riduzione degli aiuti umanitari ai palestinesi all’accettazione di Gerusalemme a capitale dello Stato ebraico, fino al riconoscimento americano della sovranità israeliana sulle alture del Golan.

©Ansa

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Gli Accordi di Abramo

Tra i successi che Netanyahu si è intestato, con l'apporto determinante di Washington, c'è anche la firma nel settembre 2020 degli Accordi di Abramo. Emirati Arabi Uniti e Bahrein sono i primi Paesi del Golfo Persico a normalizzare le relazioni diplomatiche con Israele, seguiti da Marocco, Sudan e Kazakistan. 

La guerra di Gaza

Dopo la parentesi del "governo del cambiamento" guidato dal tandem Naftali Bennett-Yair Lapid, a inizio 2023 Netanyahu torna alla guida dell'esecutivo appoggiato dal blocco di destra. Il 7 ottobre successivo l'attacco terroristico sferrato da Hamas con l'uccisione di oltre 1.200 israeliani dà vita a una sanguinosa guerra nella Striscia di Gaza. In tre anni di combattimenti, l'invasione e il massacro della popolazione civile causano oltre 80mila morti e, nonostante il cessate il fuoco siglato nell'ottobre 2025, il conflitto incrina l'immagine di Netanyahu in patria ma soprattutto all'estero. Nel novembre 2024 la Corte Penale Internazionale spicca un mandato d'arresto ufficiale nei suoi confronti per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

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I processi

Durante il suo lungo mandato Bibi riesce anche a sopravvivere politicamente all'incriminazione per corruzione, frode e abuso di ufficio in tre casi e all'avvio del processo, più volte sospeso. Tra gli ultimi scandali in ordine di tempo rientrano alcune rivelazioni - sempre smentite dal suo ufficio - sul fatto che fosse stato avvisato in anticipo dell'imminente attacco terroristico di Hamas. 

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