Introduzione
Il Wall Street Journal ha ricostruito il profilo di Cami Clark, moglie e consigliera del ceo di Anthropic Dario Amodei, riportando alla luce alcune email contenute nei documenti su Jeffrey Epstein diffusi dal Dipartimento di Giustizia americano. I messaggi, risalenti al 2011-2012 e quindi anni prima del matrimonio con Amodei, riguardano un tentativo di Clark di ottenere un finanziamento dal finanziere (poi condannato per reati sessuali) per una sua azienda di contenuti per adulti. Clark non è accusata di alcun reato né compare tra le vittime o gli indagati. Ecco chi è, la sua storia e perché il suo nome torna ora al centro dell'attenzione.
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Quello che devi sapere
Chi è Cami Clark
Camilla "Cami" Clark è un'imprenditrice statunitense, moglie di Dario Amodei, amministratore delegato e cofondatore di Anthropic, la società che sviluppa l'intelligenza artificiale Claude. Sposati dal 2022, la coppia mantiene un profilo estremamente riservato: quasi tutte le informazioni che la riguardano risultano rimosse dal web. Pur non ricoprendo alcun incarico ufficiale nell'azienda, secondo il Wall Street Journal Clark è considerata una consigliera e un punto di riferimento strategico per il marito e per Anthropic.
Cami Clark e Dario Amodei - ©Getty
Le origini: da Reno alla Silicon Valley
Cresciuta in una famiglia operaia a Reno, in Nevada, secondo la ricostruzione di The Information Clark iniziò a lavorare già a quattordici anni presso il sindacato dei montatori di tubazioni, dove erano impiegate la nonna e la prozia. Si trasferì poi nell'area di San Francisco per studiare architettura al California College of the Arts, prima di avviare le proprie attività imprenditoriali e inserirsi nel tessuto della Silicon Valley.
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Eddice, la "porn company di lusso"
Intorno al 2010 Clark fondò insieme a Michelle Capocefalo una startup di contenuti per adulti chiamata Eddice (dal nome della nonna materna) pensata per un pubblico femminile. La definiva una "rivoluzionaria azienda porno", con l'obiettivo di portare un approccio "sex positive" in un settore orientato al pubblico maschile. Il progetto adottava lo slogan "intellectually promiscuous" e, secondo il Wall Street Journal, proponeva contenuti dai titoli come "Lady Porn Day" e "Orgasm, Inc.". L'attività chiuse in seguito.
Le email a Epstein e la richiesta di investimento
Nel marzo 2011 l'agente letterario John Brockman mise in contatto Clark e la socia con Jeffrey Epstein, presentandole via email come "in cerca di fondi per un film porno rivolto al mercato femminile". L'anno successivo Clark scrisse direttamente al finanziere per sollecitarne l'interesse: "We have the free luxury porn company. Does that ring a bell?" ("Abbiamo l'azienda di porno di lusso gratuito. Ti dice qualcosa?"). Inviò inoltre sceneggiature e trattamenti di alcuni film, tra cui uno intitolato "American Girl in Paris", segnalando che erano "un po' nsfw", cioè non adatti a un contesto lavorativo. Gli scambi sono contenuti nei documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia.
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Il "no" di Epstein alla app sessuale
Secondo il Wall Street Journal, in un primo momento Epstein non ricordava chi fosse Clark; alla sua email di sollecito rispose "Yes, a loud gong" ("Sì, un gong assordante"). Il finanziere declinò però l'investimento con una battuta secca: "Can't do sex TV" ("Non posso occuparmi di sex TV"). Clark provò allora a proporgli un secondo progetto, un'app di dieta pensata per le donne. La corrispondenza proseguì per circa due anni: in quel periodo lei lo invitò a una festa di inaugurazione della sua casa a Manhattan e i due si collegarono su LinkedIn.
Il ruolo (informale) in Anthropic
Clark non ha alcun titolo formale né uno stipendio in Anthropic, azienda oggi valutata quasi duemila miliardi di dollari e diretta verso una possibile quotazione in Borsa. Ciononostante, chi conosce la società la descrive come una consigliera influente: siede in prima fila agli interventi pubblici del marito, dialoga con gli investitori in appuntamenti come il World Economic Forum di Davos e la conferenza di Allen & Co. a Sun Valley, ed è indicata come una figura capace di orientare le scelte di Amodei.
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I legami: Eric Schmidt, OpenAI e la rete della Silicon Valley
Prima di Amodei, Clark aveva avuto una relazione con Eric Schmidt, ex amministratore delegato di Google. Conobbe Amodei nel 2014 e nel 2018 gli presentò proprio Schmidt, che divenne in seguito uno dei primi finanziatori di Anthropic. Secondo il Wall Street Journal contribuì anche ad altri snodi della rete che ha dato forma all'attuale industria dell'IA, agevolando contatti tra figure di primo piano del settore.
Il primo matrimonio a Reno
Tra i dettagli biografici riemersi c'è anche il primo matrimonio di Clark. Nel 1999, a vent'anni, sposò Waldemar Eklof III, architetto di Reno allora sessantaquattrenne, progettista dell'Atlantis Casino Resort. Secondo la ricostruzione del Wall Street Journal l'unione durò tre anni.
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Quando persino Claude "non sapeva" chi fosse
Uno degli aspetti più curiosi emersi dall'inchiesta riguarda proprio l'intelligenza artificiale di Anthropic. Interrogato su chi fosse la moglie di Amodei, il chatbot Claude in un primo momento indicava la sorella del ceo, Daniela Amodei, per poi correggersi affermando di non avere informazioni affidabili sull'eventuale coniuge. Un episodio che ha alimentato l'impressione di quanto accuratamente la presenza online di Clark fosse stata rimossa.
Il contesto: gli Epstein files e l'indagine del Congresso
La vicenda si inserisce nell'attenzione mediatica sui cosiddetti Epstein files, le migliaia di documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia nel corso dell'anno. La commissione di vigilanza della Camera sta conducendo un'indagine sulla figura del finanziere e diverse persone legate a lui sono state chiamate a testimoniare. Va ricordato che molti tra coloro che comparivano nella cerchia di conoscenze di Epstein non sono mai stati accusati di alcunché.
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Perché il suo nome torna ora
L'emergere di questi documenti coincide con un momento delicato per Anthropic, impegnata a corteggiare investitori in vista di una quotazione che potrebbe collocarla tra le società più valutate mai arrivate in Borsa. Lo scrutinio su Clark (figura riservata ma ritenuta influente accanto a uno dei dirigenti più osservati del settore tecnologico) solleva così nuovi interrogativi sul suo peso nelle scelte del marito e dell'azienda. Clark, va ribadito, non è accusata di alcun reato.
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