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Chi paga se il pedone sbuca all’improvviso e l’auto ha le gomme lisce?

August 11, 2026

Anche se chi attraversa ha torto, l’automobilista rischia la condanna se l’auto non è sicura. Ecco come funziona il concorso di colpa e il risarcimento.

Spesso si crede che rispettare i limiti di velocità basti per evitare guai in caso di incidente. Molti automobilisti pensano che, se una persona si lancia in mezzo alla strada fuori dalle strisce, la responsabilità sia tutta di chi ha attraversato in modo imprudente. La legge però è molto più severa con chi guida. La domanda chi paga se il pedone sbuca all’improvviso e l’auto ha le gomme lisce? La risposta è tutt’altro che scontata poiché il codice della strada non è l’unico parametro. Il codice civile parte dal presupposto che il conducente abbia quasi sempre una parte di torto, a meno che non dimostri l’impossibilità totale di evitare l’impatto. Non basta dire che il passante è stato incauto: bisogna provare di aver mantenuto il veicolo in condizioni perfette e di aver guidato con la massima diligenza. Se l’auto ha difetti di manutenzione, come le gomme usurate, la colpa ricade anche su chi guida, nonostante l’errore della vittima. Anche l’assoluzione in un processo penale potrebbe non bastare a salvare il portafoglio: le regole per il risarcimento civile sono diverse e bastano indizi meno forti per essere costretti a pagare.

Indice

Il conducente ha sempre torto se investe qualcuno?

La legge italiana stabilisce una presunzione di colpa a carico di chi guida. Questo significa che, in caso di investimento, si parte dall’idea che l’automobilista sia responsabile ((C.c. art. 2054)).

Per ribaltare questa situazione e non pagare i danni, il conducente deve fornire una prova molto difficile: deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.

Non basta provare che il pedone ha avuto un comportamento colposo o anomalo. Anche se chi attraversa la strada lo fa all’improvviso o fuori dalle strisce, l’investitore resta responsabile se non dimostra due cose:

  1. che la condotta del pedone non era ragionevolmente prevedibile;

  2. che lui, alla guida, ha adottato tutte le cautele esigibili.

    La diligenza deve essere massima e riguarda sia la guida che lo stato del mezzo. Se manca anche solo uno di questi elementi, scatta il risarcimento o, almeno, il concorso di colpa.

Cosa succede se l’auto ha le gomme lisce?

Lo stato di manutenzione del veicolo gioca un ruolo fondamentale. Se l’auto non è in condizioni ottimali, diventa impossibile per il conducente provare di aver fatto tutto il possibile per evitare l’impatto.

Un esempio classico riguarda gli pneumatici usurati, o gomme lisce. In presenza di asfalto bagnato o pioggia, avere gomme consumate riduce drasticamente la capacità di frenata.

Se avviene un incidente, il giudice valuta se, con un’auto in perfette condizioni, l’urto si sarebbe potuto evitare. Se emerge che il veicolo era non sicuro (magari anche privo di revisione, assicurazione o guidato da persona senza patente), la colpa dell’investitore viene confermata.

In questi casi, l’imprudenza del pedone non scrimina l’automobilista. La responsabilità viene divisa: il pedone ha sbagliato ad attraversare, ma l’automobilista ha sbagliato a circolare con un mezzo non idoneo a frenare in tempo.

L’assoluzione penale salva dal risarcimento?

Molti pensano che essere assolti dal giudice penale significhi non dover pagare nulla. Non è così. I processi penali e civili seguono logiche diverse riguardo alle prove.

Nel processo penale, per condannare qualcuno serve la certezza “oltre ogni ragionevole dubbio”. Nel processo civile, invece, per stabilire chi deve risarcire il danno, basta la regola del più probabile che non.

Questo crea una situazione particolare:

Un esempio pratico per capire la regola

Per chiarire il concetto, usiamo come esempio una vicenda realmente accaduta e analizzata dai giudici. Immaginiamo una signora anziana che attraversa la strada all’improvviso, sbucando tra due auto in sosta, lontano dalle strisce pedonali. Piove e l’asfalto è scivoloso.

Sopraggiunge un’auto che la investe. Il conducente frena, ma non riesce a fermarsi in tempo. Si scopre però che l’auto ha le gomme lisce, non ha fatto la revisione e il guidatore non ha la patente.

In un caso del genere, la colpa non è solo dell’anziana imprudente.

I giudici stabiliscono un concorso di colpa al 50 per cento.

Perché? Perché un testimone o una perizia potrebbero dimostrare che, se le gomme fossero state nuove e l’auto efficiente, la frenata sarebbe avvenuta in meno metri, salvando la vita al pedone. Il conducente paga quindi metà del danno agli eredi, nonostante l’errore della vittima, perché si è messo alla guida di un mezzo non sicuro.

Quali sono le norme e le sentenze da conoscere?

La decisione si basa sull’articolo 2054 del Codice Civile, che regola la circolazione dei veicoli.

È importante conoscere l’orientamento della giurisprudenza, come quello espresso dalla Corte d’Appello di Genova ((sent. n. 1286, sezione Seconda del 29-12-2020)).

Questa sentenza chiarisce che il giudizio “controfattuale” (ovvero ragionare su “cosa sarebbe successo se…”) è diverso tra penale e civile. Nel civile, l’elevata probabilità logica che le gomme lisce abbiano impedito la frenata è sufficiente per condannare l’assicurazione (o il Fondo di Garanzia vittime della strada) e il responsabile civile a pagare somme ingenti agli eredi.