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Chico Forti ottiene la semilibertà: continuerà a lavorare in un’azienda agricola

September 21, 2026

Chico Forti ha ottenuto la semilibertà e potrà uscire dal carcere di Montorio (Verona) durante il giorno, per rientrarvi la sera. Lo ha stabilito il tribunale di sorveglianza di Verona, dove mercoledì scorso si è tenuta l’udienza nei confronti dell’ex imprenditore trentino, condannato all’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio di Anthony “Dale” Pike, avvenuto nel febbraio 1998 a Miami. Forti, che si è sempre dichiarato innocente, è detenuto in Italia dopo avere trascorso 25 anni in un penitenziario in Florida, negli Stati Uniti. 

Dal dicembre scorso, svolge 40 ore settimanali di volontariato in un’azienda agricola in provincia di Verona, uscendo al mattino dal carcere di Montorio e rientrandovi la sera. Anche in regime di semilibertà Forti continuerà a svolgere la stessa attività. Ora però l’ex imprenditore, difeso dagli avvocati Alessandro Favazza, del foro di Verona, e da Carlo Dalla Vedova, del foro di Roma, auspica di poter andare a trovare molto più spesso la madre, che vive a Trento.

Ma la vera svolta potrebbe arrivare dalla decisione sulla libertà condizionale, che era stata richiesta lo scorso anno. L’udienza potrebbe svolgersi già nei primissimi mesi del 2027. Lo scorso anno la richiesta di libertà condizionale era stata respinta per “mancato ravvedimento e risarcimento”.

Chico Forti

Chico Forti (Ansa)

Chi era “Dale” Pike

Nel 1998 “Dale” Pike fu trovato ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla testa sulla spiaggia di Sewer Beach, a Miami.

Pike si era recato in Florida per discutere con Forti di una proposta di vendita di un resort a Ibiza, appartenente a suo padre Tony Pike, diventato famoso durante gli anni ’80, quando il cantante dei Queen, Freddie Mercury, festeggiò lì il suo 41esimo compleanno. Secondo l’accusa Tony Pike avrebbe sofferto di demenza e Forti avrebbe avuto come obiettivo quello di truffarlo. Dopo lunghi interrogatori, Forti ammise di essere andato a prendere Pike all’aeroporto, negando però di averlo ucciso e spiegando di averlo lasciato in un ristorante. 

Nella macchina di Forti è stata trovata una sabbia tipica della spiaggia dove è stato rinvenuto il cadavere di Pike, e questo fatto è stato utilizzato per accusare Forti.

Il permesso di lavorare fuori dal carcere

Il 31 dicembre scorso Chico Forti aveva ottenuto dal Tribunale di sorveglianza di Venezia il permesso per lavorare fuori dal carcere di Verona, in base all'articolo 21 dell'ordinamento penitenziario, per frequentare un corso di formazione professionale per pizzaioli, fare volontariato con anziani e insegnare windsurf ai disabili.

L'istanza dei legali era stata accettata dopo che una precedente richiesta di liberazione condizionale era stata respinta a settembre. In giugno Forti aveva già ottenuto il permesso di frequentare le aule studio del carcere, e già da febbraio poteva usufruire di permessi per visitare la madre a Trento.

La richiesta respinta un anno fa

Nel settembre 2025 fa il Tribunale di Sorveglianza di Venezia aveva rigettato la prima richiesta di Forti di lavorare fuori dal carcere poiché riteneva non fossero emersi "sentimenti di colpa o di autentico dispiacere per i familiari della vittima né per i propri familiari", sottolineando il "mancato risarcimento del danno, anche solo parziale". La richiesta di permessi di lavoro, presentata dalla direttrice del penitenziario, è invece stata accolta.