Un controllo ispettivo del Nucleo Antisofisticazione e Sanità (Nas) dei Carabinieri ha fatto emergere presunte irregolarità nell'esercizio di attività chirurgiche ad alta invasività all'interno di una struttura medica polispecialistica di Mesagne.
A seguito degli accertamenti, il Comune ha disposto l'immediata cessazione delle prestazioni interessate, diffidando la società a proseguire l'attività fino al rilascio della prescritta autorizzazione regionale. Il provvedimento è stato emesso a seguito del verbale di ispezione igienico-sanitaria redatto dai Carabinieri del Nas di Taranto il 2 luglio scorso. Dall'istruttoria amministrativa è emerso che la struttura era in possesso esclusivamente dell'autorizzazione sanitaria alla realizzazione della struttura, rilasciata dal Comune ai sensi della legge regionale pugliese n. 9 del 2017. Tuttavia, secondo quanto riportato nell'ordinanza, mancava ancora l'autorizzazione all'esercizio, di competenza della Regione Puglia, indispensabile per poter erogare prestazioni ambulatoriali chirurgiche ad alta invasività.
Il relativo procedimento amministrativo, avviato su istanza della società, risultava infatti ancora in corso al momento dell'ispezione. Il documento evidenzia inoltre che l'attività chirurgica sarebbe stata avviata prima del rilascio dei necessari titoli autorizzativi e, in ogni caso, in assenza dell'autorizzazione regionale all'esercizio, circostanza che il Comune considera in violazione della normativa vigente. Proprio sulla base della segnalazione trasmessa dal Nas, l'amministrazione comunale ha ritenuto necessario intervenire con un provvedimento cautelare finalizzato alla tutela della salute pubblica.
L'ordinanza dispone quindi la cessazione immediata di tutte le attività sanitarie e chirurgiche riconducibili a prestazioni ad alta invasività e vieta espressamente di riprenderle fino al rilascio del formale provvedimento autorizzativo da parte della Regione Puglia. Si tratta di una misura che riguarda esclusivamente le attività per le quali è richiesta quella specifica autorizzazione e che si fonda sul principio secondo cui il titolo regionale costituisce presupposto indispensabile per l'effettiva operatività delle strutture sanitarie interessate.
Nel provvedimento il Comune avverte inoltre che l'eventuale prosecuzione dell'attività in violazione della diffida potrà comportare ulteriori misure sanzionatorie, fino ai provvedimenti interdittivi definitivi e alle segnalazioni alle competenti autorità giudiziarie qualora ne ricorrano i presupposti.
Viene infine precisato che, in collaborazione con la Asl e con le forze dell'ordine, saranno effettuati controlli periodici per verificare il rispetto dell'ordinanza.