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Christa Pike ha ripreso conoscenza e parla. La donna è sopravvissuta a due iniziazioni letali negli Usa

October 6, 2026
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La 50enne, condannata a morte in Tennessee, è in ospedale. Resta ammanettata e incatenata alle caviglie pur avendo subito gravi lesioni alle braccia a causa delle flebo di pentobarbital che avrebbero dovuto ucciderla

Christa Pike

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New York, 6 ottobre 2026 – Christa Pike, la donna sopravvissuta a due iniezioni letali, ha ripreso conoscenza e parla. Lo hanno reso noto i suoi avvocati che hanno definito questo ultimo uno sviluppo "senza precedenti". Pike, hanno detto i legali, resta ammanettata e incatenata alle caviglie pur avendo subito gravi lesioni alle braccia a causa delle flebo di pentobarbital che avrebbero dovuto ucciderla.

Una protesta contro la pena di morte negli Usa

Una protesta contro la pena di morte negli Usa

Pike era stata ricoverata la sera del 30 settembre dopo il flop dell'esecuzione nella camera della morte del carcere di massima sicurezza Riverbend di Nashville. La donna, 50 anni, era stata condannata a morte per l'omicidio di una coetanea commesso quando aveva 18 anni mentre il suo complice, che ne aveva 17, ha ricevuto la pena del carcere a vita con la possibilità di sconti di pena.

L'ultima lettera di Christa Pike

L'ultima lettera di Christa Pike

La prognosi per Christa Pike resta al momento poco chiara: "Come minimo dobbiamo aspettarci tempi lunghi per la ripresa", hanno detto gli avvocati Randy Spivey e Kelly Gleason. "Siamo incredibilmente grati al team medico dell'ospedale che ha curato Christa in modo eccezionale".

“Christa Pike ha ripreso conoscenza e parla”. La donna è sopravvissuta a due iniziazioni letali negli Usa: “Caso senza precedenti”

L'esecuzione di Pike avrebbe dovuto essere la 30esima dall'inizio dell'anno negli Stati Uniti, 16 delle quali sono avvenute in Florida. Tutte sono state eseguite mediante iniezione letale. Alla vigilia dell’iniezione il governatore Lee aveva respinto le richieste di commutazione della pena, nonostante gli appelli di numerose organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International.

Christa Pike

Christa Pike

La donna è stata condannata a morte per l'omicidio brutale, commesso nel 1995, di Colleen Slemmer, 19 anni, una sua compagna nel programma di formazione professionale Job Corps di Knoxville. Pike aveva allora 18 anni. Il delitto era legato a una rivalità sentimentale. I suoi due complici, anch'essi adolescenti – il suo fidanzato dell'epoca, 17 anni, e un'altra ragazza di 18 anni – hanno evitato la pena di morte. Il primo è stato condannato all'ergastolo, mentre la seconda ha ricevuto una pena sospesa in cambio della sua testimonianza contro gli altri due.

A diciott'anni Pike era arrivata vittima di violenze sessuali ripetute: in famiglia, dai due ai cinque anni, poi a undici, poi di nuovo a diciassette. All’epoca del processo, i difensori d’ufficio, senza esperienza in casi simili, fecero valere ben poco gli abusi subiti. Se il processo avvenisse oggi, difficilmente si arriverebbe a una condanna capitale, anche in Tennessee: le giurie tendono sempre più a scegliere la prigione a vita, nella maggioranza dei casi. Di diciottenni al momento del reato, nel braccio della morte, oltre a Pike in Tennessee ce ne sono altri sette: tutti uomini, Nessuna nuova sentenza del genere è stata emessa negli ultimi trent’anni. Solo quella di Pike.

Il 52% degli americani continua ad approvare la pena di morte, in un sondaggio Gallup di fine 2025: è il livello più basso da quando viene misurato, ma è comunque ancora una maggioranza. Soltanto tra i cittadini americani al di sotto dei 55 anni di età la maggioranza è contraria alla pena di morte.

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