
Malta. Tina e Tom sono freschissimi sposi, ma dietro le apparenze si cela in realtà una relazione già al tramonto. Lei lavora per una compagnia petrolifera, lui è un attivista ambientalista, e le loro posizioni agli antipodi rischiano di compromettere il loro futuro insieme. Nonostante i problemi, i due vengono convinti dagli amici a partecipare a un’escursione in catamarano.
Una scelta che per i malcapitati protagonisti di Chum: Esca mortale si rivelerà a posteriori ben poco accorta: durante la navigazione infatti uno squalo attacca l’imbarcazione, il capitano viene ucciso e il gruppo finisce disperso in mare aperto.
Ma non è finita qui, giacché i superstiti pensano di aver trovato un’insperata salvezza nell’arrivo, quanto mai provvidenziale, del pescatore Roy, che li salva e accoglie a bordo della sua barca. Ben presto il marinaio non tarderà a manifestare le sue vere intenzioni e la luna e miele di Tina e Tom si trasformerà in un incubo ancora più spaventoso.
Chum: in fondo al mar… – recensione
Quella che doveva essere una vacanza tra lusso, bere e divertimenti sfrenati, pur con le evidenziate ombre di nozze a dir poco controverse, si trasforma ben presto in una disperata lotta per la sopravvivenza nella quale vecchi conflitti e rancori rischiano di mettere alla prova il legame tra i personaggi, proprio nel momento più pericoloso delle loro esistenze.
Non è un caso che in molti abbiano definito Chum: Esca mortale come una sorta di brutta copia / (in)volontaria parodia di un film ben più riuscito quale Dangerous Animals (2025). Anche in quest’occasione infatti alla minaccia già di per sé proibitiva del famelico pescecane si aggiunge quella di uno psicopatico pronto a usare le sue ignare vittime come esche per uno scopo ben preciso. Le motivazioni del villain sono brevemente introdotte nel prologo, ma appaiono troppo labili per dare credibilità a un contesto narrativo che manifesta enormi lacune.
Un approccio incomprensibile
I pessimi effetti speciali, con il vedo / non vedo nelle sequenze più concitate dove lo squalo fa la sua comparsa e le acque che si macchiano di rosso a nascondere i prevedibili maciullazioni e squartamenti, danno l’idea dell’anima da serie B di un’operazione che non sa mai se cedere totalmente alla deriva trash o mantenere una serietà fuori luogo. La gestione dei rapporti tra il gruppo di amici è fin troppo rigida e il messaggio ecologista viene messo in campo in maniera gratuita, mentre lo sprint kitsch emerge timidamente soltanto in un paio di scene – ma una di queste, nelle fasi finali, potrebbe valere da sola il prezzo della visione per gli amanti di tali esagerazioni.
La sceneggiatura segue le classiche dinamiche dello slasher, declinato nelle ovvie derivazioni da shark-movie, con la maggior parte delle figure che compaiono su schermo destinate unicamente al loro “uso alimentare” come carne da macello per le fauci dell’insaziabile creatura acquatica. Lo stesso cast è composto da volti pressoché sconosciuti, con l’esclusione della bionda Alice Eve nei panni della combattiva Tina, effettiva alfa e omega del racconto.
Il titolo Chum, che in inglese indica la pastura utilizzata per attirare gli squali, suggerisce una potenziale consapevolezza da exploitation che avrebbe potuto e dovuto essere sfruttata molto meglio per dar vita a un’operazione divertente e consapevole dei propri limiti, cosa che purtroppo non è avvenuta.
Conclusioni finali
Uno shark movie che si prende troppo sul serio, a parte un paio di sequenze che “brillano” per il loro nonsense e potrebbero regalare sporadiche soddisfazioni agli amanti del trash. Ma in generale Chum: Esca mortale non sfrutta con cognizione di causa le logiche della sana serie B di genere, mettendo in evidenza mancanze sia narrative che di relativa messa in scena.
La sceneggiatura, una sorta di parziale scopiazzatura di Dangerous Animals (2025), uscito l’anno prima, cerca di sfruttare il biondo fascino di Alice Eve ma soccombe sotto il peso di una scrittura rudimentale, con i mediocri effetti speciali a completare un quadro certamente poco edificante. E nell’ora e mezza di visione si salva ben poco, a cominciare proprio dai personaggi.
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