“Ci sarà una sparatoria a scuola, moriranno 89 persone”. È bastata questa frase apparsa sulla pagina “Spotted Amaldi” su Instagram, in cui gli studenti si scambiano messaggi anonimi, per far scattare il primo controllo con il metal detector al liceo scientifico Amaldi di Roma, nel quariere periferico di Tor Bella Monaca. Già la scorsa settimana, dopo l’accoltellamento di una professoressa alla scuola Verga di Centocelle, si era parlato di adottare misure di questo tipo in casi critici: mercoledì pomeriggio la Questura ha ricevuto dall’istituto una segnalazione di un potenziale pericolo rilevato dagli stessi studenti, che hanno immediatamente avvisato i professori. Prima dell’inizio delle lezioni tutti i ragazzi sono stati controllati, facendo aprire loro gli zaini alla ricerca di armi bianche.
In un comunicato, la Questura ha spiegato che la misura è stata adottata “dopo la segnalazione pervenuta da parte della direttrice dello stesso plesso scolastico, in seguito all’acquisizione della notizia di un rischio, seppur potenziale e non meglio circostanziato, di azioni controindicate che si sarebbero potute verificare nella mattina odierna”. È stata messa in atto “una cornice di sicurezza lungo il perimetro di entrambe le sedi dell’istituto scolastico coinvolto, con l’impiego di equipaggi dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, nonché con l’attuazione di controlli agli accessi a cura di personale del VI distretto di Pubblica sicurezza “Casilino”, anche con l’utilizzo di metal detector portatili che ha consentito di garantire l’afflusso dei discenti, del corpo docente e maestranze all’interno delle sedi didattiche senza alcuna criticità, così certificando la neutralizzazione del rischio paventato”.
La misura attuata è una conseguenza della nota direttiva congiunta varata lo scorso anno dai ministri dell’Interno e dell’Istruzione per rafforzare la prevenzione e contrastare fenomeni di illegalità negli istituti scolastici. La dirigente del liceo, Valeria Sentili, ha voluto rassicurare i genitori con una nota apparsa sul sito della scuola: “Tale operazione non intende assumere un carattere punitivo o repressivo, bensì perseguire una pluralità di obiettivi educativi e di tutela: promuovere la cultura della legalità; garantire un ambiente sicuro, sano e protetto per tutti gli studenti e il personale scolastico; prevenire ed evidenziare eventuali situazioni di disagio o rischio all’interno della comunità giovanile. Si rassicurano inoltre, tutte le famiglie che i plessi dell’Istituto sono pienamente funzionanti e sicuri e la normale attività didattica è garantita”.