Il 20 settembre torna il Giro della Campania, classica nata con il Mattino nel 1911 e nuovamente al via dopo 25 anni. Il percorso toccherà tutte le cinque province. L'assessora regionale allo sport della Regione Campania, Fiorella Zabatta, è artefice di questa rinascita.
Quale emozione?
«Il ciclismo ha una forza speciale: porta lo sport nelle strade, trasforma i luoghi della quotidianità in una grande festa. La rinascita del Giro è il risultato del lavoro della Regione Campania, con il presidente Roberto Fico e con me, in qualità di assessora allo Sport, e della Città Metropolitana di Napoli. Un lavoro che ha visto la collaborazione del Comune di Napoli, della Reggia di Caserta e delle altre quattro Province, con l’organizzazione affidata a Terenzi Sport Eventi. Questo sarà l’inizio di una nuova, lunga storia».
Perché investire nel ciclismo?
«È uno sport fortemente inclusivo. Arriva nelle case, nei quartieri, nelle piazze, senza che le persone debbano necessariamente pagare un biglietto. È quindi significativo che, in molti territori, ci sia il desiderio di mantenere questa tradizione e di fare in modo che il Giro continui a passare dalle proprie zone».
Quali risorse sono state destinate?
«Abbiamo utilizzato economie relative al 2026 che erano rientrate nella disponibilità della Regione. Si tratta quindi di un ciclo virtuoso: non sono stati tolti soldi a nessun altro intervento, ma sono state recuperate risorse già disponibili che altrimenti sarebbero ritornate a Roma. È un modo intelligente di utilizzare le risorse pubbliche, trasformandole in un investimento capace di produrre ricadute sul territorio».
Quale risposta da parte dei comuni attraversati?
«Grande entusiasmo. È un segnale molto positivo perché dimostra quanto il Giro sia riuscito a coinvolgere i territori e le comunità. L’evento ha trovato una risposta forte e sincera da parte della Campania».
Coinvolte aree interne e costiere.
«Era proprio questa una delle nostre intenzioni: fare in modo che il Giro potesse attraversare realmente tutte le aree. Questo si inserisce, più in generale, nella politica che la Regione Campania ha portato avanti negli ultimi anni nel campo dello sport. Abbiamo investito molto, consideriamo lo sport come strumento di inclusione, promozione dei territori, turismo e crescita delle comunità».
Le Universiadi, i voucher, ora le grandi manifestazioni: quali gli asset della politica sportiva della Regione?
«È una leva importante. In precedenza, non c'era una delega specifica allo sport, mentre oggi abbiamo scelto di considerarlo un asset fondamentale, tanto da affidargli un assessorato dedicato. Abbiamo tantissimi campioni e campionesse. Investire nello sport significa valorizzare una storia importante, ma anche costruire nuove opportunità per i giovani e per le nostre comunità».
Purtroppo sono atleti da “esportazione”.
«Gli impianti sportivi rappresentano una necessità primaria. Abbiamo approvato due bandi per l'impiantistica sportiva, con risorse destinate anche al 2027. Non solo vogliamo trattenere i nostri campioni ma anche rendere la Campania un luogo di riferimento per i campioni di altre regioni».