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Ciclisti investiti, il testimone: «Ci ha puntato contro e falciati, sembrava un film horror». Arrestato un 73enne

August 8, 2026

«Ci ha puntato contro all'improvviso. Poi ha fatto retromarcia e ci ha travolti. È successo tutto in una frazione di secondo». È il racconto di Piercarlo Lagna, uno dei sei ciclisti coinvolti nel drammatico episodio avvenuto nella mattinata di sabato 8 agosto a Lanzo Torinese, lungo la strada per Coassolo. Quattro persone sono rimaste ferite e una di loro è ricoverata in prognosi riservata. Due pazienti sono stati trasferiti in elicottero al Cto di Torino, mentre altri due sono stati portati al San Giovanni Bosco. Hanno riportato traumi e fratture.

Alla guida dell'auto c'era un uomo di 73 anni che, secondo quanto contestato, avrebbe investito volontariamente i ciclisti dopo un diverbio. L'uomo è stato arrestato per tentato omicidio e, su disposizione della Procura di Ivrea, collocato agli arresti domiciliari a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Il racconto del ciclista: «Ci ha puntato contro»

A ricostruire quei momenti è Piercarlo Lagna, podista esperto e appassionato di ciclismo. Il gruppo era partito da poco e procedeva a velocità ridotta. «Stavamo pedalando e chiacchierando, andavamo piano, forse a 20 chilometri orari. A un certo punto quell'auto ci ha superato suonando il clacson e poi ha iniziato a fare i fari», racconta al Corriere della Sera. Uno dei ciclisti avrebbe quindi alzato un braccio per manifestare il proprio disappunto e invitare l'automobilista ad aspettare il tempo necessario perché il gruppo si spostasse. Un gesto che, secondo Lagna, non avrebbe avuto alcun intento provocatorio. Arrivati nei pressi di una rotonda, la situazione sarebbe però precipitata. «Ha rallentato, sembrava volesse farci passare o chiarire. Invece ci ha puntato contro all'improvviso. Lo abbiamo visto fare retromarcia e poi ci ha travolto».

La scena descritta dal testimone è impressionante. Secondo Lagna, il primo ciclista colpito sarebbe stato scaraventato a grande distanza. «Ha fatto un volo di 30 metri.

Lo ha lasciato a terra e poi è fuggito», racconta. A quel punto Lagna avrebbe abbandonato la bicicletta e inseguito l'auto per riuscire a leggere e memorizzare la targa. È allora che, secondo la sua testimonianza, avrebbe rischiato a sua volta di essere travolto. «È venuto addosso anche a me. Mi sono salvato perché mi sono buttato fuori dalla strada e sono riuscito a schivarlo». Ma l'auto, sempre secondo la ricostruzione del ciclista, sarebbe tornata verso gli altri componenti del gruppo, che nel frattempo si erano fermati in carreggiata per aiutare il compagno ferito.

«Li ha falciati in pieno»

Lagna racconta di non essere riuscito ad avvertire gli amici in tempo. «Li ha falciati in pieno. Uno di loro è stato buttato contro l'inferriata e non è messo per niente bene». Il rischio che il bilancio fosse ancora più grave sarebbe stato altissimo. Il primo ciclista investito, rimasto a terra e incapace di rialzarsi, era stato nel frattempo spostato dagli altri. «Se non lo avessero fatto, lo avrebbe schiacciato senza problemi», sostiene Lagna. Sono attimi che il ciclista descrive con parole nette: «Vederci arrivare quell'automobile addosso, in quel modo, è stata una scena da film horror. Non c'è stato il tempo di schivarla. Poteva diventare davvero una tragedia».

Il 73enne arrestato per tentato omicidio

Sul caso è intervenuta la Procura della Repubblica di Ivrea. Il 73enne alla guida dell'auto è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio: secondo l'ipotesi investigativa, avrebbe investito volontariamente i ciclisti dopo il diverbio avvenuto lungo la strada. L'uomo è stato posto agli arresti domiciliari e resta a disposizione dell'autorità giudiziaria. Intanto resta alta l'attenzione sulle condizioni del ciclista più grave, ricoverato in prognosi riservata.


Ultimo aggiornamento: sabato 8 agosto 2026, 19:54

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