Arriva il 22 settembre Minerva – La Scuola, la nuova serie teen drama di Netflix diretta da Ivan Silvestrini e prodotta da Roberto Sessa per Picomedia. Composta da 8 episodi, la serie racconta un gruppo di giovani allievi alle prese con le regole e la disciplina di una scuola militare, ma anche con sogni, fragilità, amicizie e sentimenti. Nel cast troviamo Ciro Minopoli, Biagio Venditti, Margherita Buoncristiani, Beatrice Savignani, Simone Secce, Giulio Brizzi, Nicole Malaj e Alicia Edogamhe, affiancati da Massimiliano Gallo, Cristiana Capotondi, Irene Maiorino, Raiz e Michele Rosiello.
Tra i protagonisti di Minerva – La Scuola c’è Ciro Minopoli, che interpreta Salvo Fusco, uno scugnizzo proveniente da un contesto difficile della periferia di Napoli. Per lui il Minerva rappresenta inizialmente il nemico, l’istituzione che gli ha portato via il suo migliore amico Francesco, scomparso nel nulla proprio all’interno del liceo militare. Salvo entra quindi nella scuola con un obiettivo preciso: capire che cosa sia successo al suo amico. Nel corso della storia, però, quella ricerca diventa anche un percorso personale, fatto di cambiamenti, nuove relazioni e possibilità di riscatto.

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Prima di approdare a Minerva – La Scuola, Ciro Minopoli ha costruito la propria esperienza tra cinema e cortometraggi. La serie Netflix rappresenta il suo primo ruolo televisivo di primo piano.
Uno degli aspetti che ha contribuito maggiormente alla riuscita della serie è il rapporto nato tra i tre giovani protagonisti, Ciro Minopoli, Margherita Buoncristiani e Biagio Venditti. Un’intesa che, secondo Ciro, non era affatto scontata, ma che si è trasformata in un elemento fondamentale anche sul set: “Siamo stati fortunatissimi perché non era scontato il fatto che avessimo questa intesa. Nei tre ha giovato tantissimo per alcune scene, spero che si evinca dalla serie e da scene in particolare. Credo che il video che hai citato sia proprio il culmine, l’apoteosi di questa cosa qua”.
Anche il fatto di ritrovarsi a interpretare degli studenti ha contribuito alla costruzione di questa dinamica. “Credo che abbia giovato, cioè ritrovare tutte le dinamiche scolastiche è stato bello”, racconta l’attore.
Per entrare nel mondo del Minerva, però, i protagonisti hanno dovuto confrontarsi con una realtà molto diversa da quella scolastica a cui siamo abituati. La disciplina militare ha richiesto una preparazione specifica, fatta di gesti, posture, gerarchie e regole precise: “Abbiamo fatto effettivamente dei corsi per imparare gli usi e costumi di un’accademia, di un liceo militare. Tutti i modi di presentarsi ai diversi ufficiali, che poi per gradi e gerarchia cambiavano tanto, e dovevi essere preciso. Tutti i modi di salutare, tutti gli attenti, tutti i riposi”.
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Una gestualità che all’inizio può sembrare quasi estranea, ma che con il tempo è diventata naturale per gli attori: “Era una gestualità e una forma di riverenza, di rispetto, di quella tradizione che poi effettivamente all’inizio ti sembra strana. Ti senti in imbarazzo, a disagio e forse pure un cretino, però poi tutti i giorni diventa automatico, diventa proprio parte della memoria fisica”. Tanto che, una volta finite le riprese, quella consuetudine continuava a riaffiorare anche fuori dal set: “Ci sono stati periodi in cui avevamo finito di girare, siamo andati al bar e tipo: Buongiorno!”.
Il percorso di Salvo parte invece da una motivazione molto precisa. Il ragazzo entra al Minerva per indagare sulla scomparsa di Francesco, mantenendo inizialmente un atteggiamento diffidente nei confronti dell’istituzione e delle persone che lo circondano. Nel corso della stagione, però, qualcosa cambia: “Credo che il conflitto, i problemi che ha con sua madre abbiano ovviamente tanto peso sulla sua socialità. Poi, se mettiamo che Salvo è andato là non per fare networking effettivamente, ma per un motivo ben preciso, era tanto chiuso”.
La ricerca di Francesco rimane una costante nel percorso del personaggio, ma non è più l’unico elemento che lo definisce. “È stata questa la cosa bella: a un certo punto, non che si fosse messo in secondo piano il trovare Francesco, perché quello è tipo il punto costante di Salvo, ma effettivamente ha capito che, se lascia andare un po’ di scetticismo e se si affida un poco alle persone che gli stanno vicino, può cambiare anche in Accademia militare”.
Tra disciplina, amicizie e rapporti personali, Minerva – La Scuola diventa così anche una storia di formazione, nella quale Salvo è chiamato a confrontarsi non soltanto con il mistero che lo ha portato al Minerva, ma anche con se stesso e con la possibilità di lasciarsi alle spalle alcune delle proprie certezze.
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Sul set Ciro ha avuto modo di sperimentare anche diverse discipline necessarie per la serie, scoprendo in particolare una passione inaspettata: “Abbiamo fatto delle lezioni di arrampicata che, tra le discipline che abbiamo allenato per la serie, sono state le cose che mi sono piaciute di più”.