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Cisgiordania, arrestati dieci coloni per le violenze agli stranieri

October 19, 2026

Gli estremisti sono accusati di aver partecipato alle aggressioni contro la fotoreporter del Washington Post Heidi Levine e contro una delegazione diplomatica europea. La polizia: «Abbiamo le prove»

GERUSALEMME – La polizia israeliana ha arrestato dieci coloni estremisti sospettati di aver partecipato agli attacchi compiuti nel fine settimana contro un gruppo di diplomatici europei, una fotoreporter americana del Washington Post e residenti palestinesi della Cisgiordania, dopo giorni di pressioni internazionali affinché ci fosse un intervento delle autorità.

Secondo la polizia, l’operazione denominata “Foglia d’ulivo”, in riferimento alle violenze avvenute durante la raccolta delle olive palestinesi, è iniziata all’alba di lunedì in varie zone della Cisgiordania centrale, in un’iniziativa congiunta con lo Shin Bet, il servizio di intelligence interno, che ha coinvolto decine di agenti, scortati dall’esercito (Idf).

«Sono state trovate in loro possesso prove che li collegano ai presunti atti, e diversi veicoli sono stati sequestrati», ha dichiarato la polizia. I dieci sospetti sono stati fermati «con l’accusa di essere coinvolti negli episodi di violenza», di aver violato un’ordinanza che dichiarava la zona area militare chiusa, emessa dal comandante del Comando centrale dell’Idf e per «costruzione illegale», ha aggiunto la polizia.

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La violenza dei coloni contro i palestinesi è aumentata vertiginosamente quest’anno e ha registrato un ulteriore picco nelle settimane precedenti alle elezioni israeliane del 27 ottobre. Nel contempo, le azioni della polizia contro gli estremisti sono state molto rare, malgrado le denunce anche di attivisti israeliani, che in questo periodo si trovano più numerosi in quelle zone in un ruolo di presenza protettiva mentre gli agricoltori raccolgono le olive.

Anche l’Idf è stato più volte criticato per non proteggere adeguatamente i palestinesi e gli attivisti e addirittura, in alcuni casi, per atti violenza nei confronti dei palestinesi. Per l’aumento delle violenze degli estremisti in Cisgiordania, Israele è stato sanzionato da un gruppo di paesi, tra cui alcuni europei, che hanno bandito i prodotti provenienti dalle colonie.

Modalità di aggressione

I casi di aggressione di questo fine settimana sono stati eclatanti, non tanto per le modalità di aggressione, viste molte volte in passato, ma per la nazionalità e il ruolo delle vittime. Venerdì i coloni hanno aggredito violentemente, spinto a terra e preso a calci Heidi Levine, causandole ferite alle mani e la frattura di vertebre e costole, secondo testimonianze della stessa fotogiornalista del Washington Post.

Il giorno dopo, un gruppo di altri sette a volto coperto ha attaccato nei pressi del villaggio di Taybeh l’auto su cui viaggiava una delegazione diplomatica europea, tra cui rappresentanti di Polonia, Belgio e Francia, compreso un sindaco, Bernard Baudoux, della cittadina francese di Aulnoye-Aymeries. Il finestrino dell’auto della delegazione è stato rotto con una mazza.

Gli Stati Uniti hanno condannato l’aggressione alla giornalista. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che l’amministrazione è «molto turbata da quelle immagini e da ciò che stiamo vedendo» e che si aspetta un intervento da parte di Israele. L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, l’ha definita un atto di «terrorismo perpetrato da codardi». L’Unione europea ha dichiarato di aspettarsi «piena assunzione di responsabilità, nonché misure efficaci per impedire il protrarsi di atti di violenza».

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Quel che dice Bibi

Tuttavia, il premier Benjamin Netanyahu, impegnato come il resto dei politici israeliani in una agguerrita campagna elettorale, ha messo in dubbio la ricostruzione di entrambi gli episodi, affermando che vi sono interrogativi su quanto accaduto e che sono necessarie indagini complete.

In particolare, nel caso dell’aggressione ai diplomatici ha denunciato «timori di una campagna coordinata, volta a screditare Israele e i residenti ebrei in Giudea e Samaria proprio durante il periodo della raccolta delle olive».

L’ufficio del primo ministro ha inoltre dichiarato che «i filmati diffusi mostrano individui a volto coperto che affrontano un veicolo diplomatico. Altre immagini ritraggono un finestrino infranto e una persona a terra. Tali elementi, presi singolarmente, non chiariscono l'esatta dinamica degli eventi né le responsabilità dei singoli individui. La vicenda è attualmente oggetto di indagine».

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