Pubblicato il: 31/07/2026 – 13:38
MILANO Lo studio “Do High Temperatures Affect Firm Demography? Evidence From Italy”, realizzato da Francesco De Simone, ricercatore dell’Istituto di Tecnologie e Intelligenza Ambientale del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Itiam), assieme a Concetta Carnevale, Danilo Drago e Francesco Trivieri dell’Università della Calabria – mostra che l’aumento delle temperature accresce in modo significativo la probabilità di uscita dal mercato, fornendo nuove evidenze sugli effetti economici dei cambiamenti climatici sul sistema produttivo. L’Italia e gran parte dell’Europa stanno affrontando un’intensa ondata di calore. Il dibattito si concentra soprattutto sugli effetti per l’ambiente e per la salute umana: il rapporto con l’economia è meno evidenziato ma altrettanto rilevante. Lo studio utilizza oltre 100.000 dati relativi all’universo delle imprese italiane, raggruppate in cinque settori produttivi, nel periodo 2009-2022 combinandole con dati meteorologici ad alta risoluzione. «Le stime mostrano che ogni giornata estiva con temperature comprese tra 29 e 32 gradi centigradi è associata a un aumento di circa 0,014 punti percentuali del tasso di uscita delle imprese dal mercato rispetto a una giornata compresa tra 23 e 26 °C. Quando la temperatura raggiunge o supera i 32 °C, l’incremento sale a circa lo 0,016% per giornata», dichiara Francesco De Simone. «Il concetto di uscita non va interpretato come cessazione dell’attività produttiva, non si tratta necessariamente come fallimento formale e morte economica dell’impresa. Per il territorio, tuttavia, l’effetto è analogo: si perdono capacità produttiva, occupazione, competenze, servizi e relazioni economiche costruite nel tempo». Lo studio va oltre la semplice correlazione statistica tra temperature e cessazioni d’impresa. I modelli econometrici confrontano province, settori e anni diversi, tenendo conto delle caratteristiche strutturali dei territori, degli shock temporali comuni e di ulteriori variabili di controllo che potrebbero influenzare la dinamica. «I risultati mostrano in modo netto una relazione statisticamente significativa, secondo le soglie più rigorose adottate in questo tipo di studi. Sul piano pratico, le temperature elevate possono contribuire all’uscita di un’impresa dal mercato attraverso diversi canali, quali riduzione della produttività, aumento dei costi energetici e organizzativi, interruzioni dell’attività, minore affluenza dei clienti o salute dei dipendenti», prosegue De Simone. Questi meccanismi saranno approfonditi in ulteriori lavori, già in fase di sviluppo. e estremo aumenta probabilità uscita imprese da mercato. Le imprese non reagiscono tutte allo stesso modo al caldo. Le più vulnerabili sono le microimprese e le ditte individuali. «Queste realtà, una componente fondamentale del sistema produttivo italiano, dispongono di minori risorse finanziarie e organizzative per misure di adattamento e risultano quindi maggiormente esposte agli effetti delle alte temperature» aggiunge il ricercatore Cnr-Itiam. «Gli effetti in termini di uscita dal mercato risultano concentrati nelle aree più calde del Paese, aspetto particolarmente rilevante considerato che il Mediterraneo è una delle principali aree hotspot del cambiamento climatico. Le maggiori criticità emergono nel manifatturiero, nel commercio e nei servizi, mentre il settore agricolo appare più resiliente, anche grazie alla presenza di misure di sostegno e adattamento specifiche». Nel periodo osservato, i giorni estivi con temperature massime superiori a 29 °C in Italia sono passati, in media, da circa 42 del primo decennio a circa 60 nel 2022. «Un contesto climatico che esercita una pressione continua sul sistema produttivo. E una parte delle imprese italiane dispone ancora di limitata capacità di adattamento alle nuove condizioni. Le temperature elevate influenzano anche il sistema produttivo, modificando gradualmente geografia economica e dinamica imprenditoriale del Paese», conclude il ricercatore. Lo studio, che contribuisce a evidenziare questa dimensione poco conosciuta degli impatti economici del cambiamento climatico, si inserisce nella missione Cnr-Itiam di sviluppare conoscenze e strumenti per comprendere come le trasformazioni ambientali influenzino sistemi complessi.
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