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- Codogno, il saluto spontaneo a Francesco Guccini: cinquanta persone cantano per il Maestro
Un tam tam di poche ore ha riunito amici e musicisti all’ARCI di Triulza per una serata priva di formalità tra canzoni, ricordi e commozione nel ricordo del celebre artista scomparso il 6 agosto

Francesco Guccini morto il 6 agosto, a destra l'omaggio per lui a Codogno

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Codogno (Lodi), 7 agosto 2026 – La musica che unisce, il ricordo che emoziona. Non c’è stato il tempo di organizzarsi, né la possibilità di preparare un evento con largo anticipo. È bastato un tam tam durato poche ore per chiamare a raccolta amici, musicisti e appassionati. Alla fine, una cinquantina di persone si è ritrovata per rendere omaggio a Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto, nel modo forse più vicino al suo mondo: insieme, con le chitarre, le canzoni e un brindisi.
L’idea è nata da Filorosso ed è stata immediatamente raccolta da ANPI Codogno. In poche ore sono stati coinvolti alcuni chitarristi e amici, arrivati anche da fuori città, che si sono ritrovati attorno a quattro chitarre e a un tavolo, in una caldissima serata di agosto.
A ospitare l’iniziativa è stato il cortile dell’ARCI di Triulza, messo a disposizione quasi immediatamente.
Voglia di stare insieme
Un luogo semplice e spartano, ma proprio per questo capace di restituire l’atmosfera di una serata tra amici, nel segno della condivisione e della musica. Guccini, d’altra parte, ha sempre rappresentato anche questo: la voglia di stare insieme, di raccontarsi, di condividere storie davanti a un bicchiere e accompagnarle con una canzone. Per molti dei presenti era qualcosa di più di un artista: una presenza familiare, capace di accompagnare intere generazioni con parole rimaste vive nel tempo.
Gli artisti presenti
Alla riuscita della serata hanno contribuito anche Diana Medri e i musicisti Matteo Idini e Marco Comanù, del gruppo Tesmoforie, Stefano Idini, degli High School Riot, e Roberto Garioni. La loro disponibilità ha permesso di trasformare un’idea nata quasi per caso in un momento collettivo di ricordo e commozione.
Poi sono comparse le chitarre e la serata ha preso la sua strada, senza bisogno di un palco o di un programma. Sono partite le canzoni che hanno segnato generazioni di ascoltatori e che hanno reso Guccini una delle voci più autentiche della canzone d’autore italiana.
Nessuna formalità
Nessun biglietto, nessuna scenografia, nessuna formalità. Solo persone riunite, musica e il ricordo di un artista che ha saputo parlare al pubblico attraverso storie, personaggi e parole ancora capaci di emozionare. Per qualche ora, nel cortile dell’Arci di Triulza, la musica ha fatto da filo conduttore a una comunità che si è ritrovata insieme. Un modo semplice e spontaneo per salutare il Maestro: cantando le sue canzoni, condividendo ricordi e lasciando che fossero ancora una volta le sue parole a parlare.
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