Gli armatori di San Benedetto testano prezzi e sostenibilità delle uscite: "Momento delicato".

La marineria di San Benedetto del Tronto riparte questa notte dopo un mese e mezzo di fermo biologico, ma lo farà con uscite ridotte

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La marineria di San Benedetto del Tronto riparte questa notte dopo un mese e mezzo di fermo biologico, ma lo farà con uscite ridotte e con il peso del caro gasolio ancora al centro delle preoccupazioni. I motopescherecci torneranno in mare nelle prossime ore, in vista della prima asta utile, ma per questa settimana l’attività sarà limitata: una scelta prudente, legata ai costi e alla necessità di verificare la risposta del mercato ittico dopo lo stop. A spiegare la linea degli armatori è Pietro Ricci, presidente degli operatori portuali di San Benedetto, che descrive una ripartenza condizionata dall’incertezza.
"Torneremo in mare mercoledì. Avremmo a disposizione due giornate di lavoro, ma per questa settimana ne faremo una sola, così da capire come reagiranno i prezzi al mercato. Dalla prossima settimana proveremo a lavorare due giorni, poi ci siederemo di nuovo per valutare il da farsi. Per il momento ripartiamo con il freno a mano tirato". La fine del fermo pesca, dunque, non coincide con un ritorno pieno alla normalità. Nel porto sambenedettese, come in altre marinerie dell’Adriatico, il nodo resta quello della sostenibilità economica delle battute. Il prezzo del carburante continua a incidere sui bilanci delle imprese, al punto da spingere molte flotte a rivedere calendari, turni e giornate di attività. Ridurre le uscite significa evitare che una ripresa troppo rapida, senza una tenuta dei prezzi, finisca per comprimere ancora i margini. La situazione si inserisce in un quadro nazionale di mobilitazione. Il 22 ottobre anche la marineria sambenedettese aderirà alla giornata di astensione dalla pesca proclamata contro il caro gasolio, con i pescherecci destinati a restare ormeggiati in banchina insieme alle altre flotte coinvolte. La protesta, che riguarda decine di marinerie italiane, punta a chiedere al Governo interventi urgenti e un tavolo di confronto sul settore.
Per San Benedetto, storico approdo della pesca adriatica, la ripresa arriva quindi in un clima di cautela. Dopo settimane di stop obbligato, l’obiettivo è tornare a rifornire il mercato senza esporsi a costi non sostenibili. La settimana appena iniziata servirà come primo banco di prova: dai prezzi all’asta e dalla risposta della filiera dipenderanno le decisioni successive. La mobilitazione di ottobre conferma che la vertenza non si chiude con la ripartenza: per il comparto pesca la questione dei costi resta aperta e continua a pesare sulle scelte quotidiane delle imprese.
Emidio Lattanzi
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