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Coltello a scuola dopo la lite con un compagno, il sindaco li chiama e li fa incontrare: «Si sono chiariti e stretti la mano»

September 23, 2026

Un litigio acceso che aveva fatto il giro dei social. Poi il giorno dopo uno dei due si presenta a scuola ma all'interno del suo zaino non c'erano solo penne e libri ma un coltello. Una vera e propria arma lunga 18 centimetri probabilmente indirizzata quel ragazzino con il quale il giorno prima aveva avuto l'alterco. Poi l'intervento dei carabinieri a bloccare quella che si sarebbe potuta trasformare in una tragedia. 

Oggi, però, la storia è diversa. Il sindaco del paese di Terzigno, dove è avvenuta la vicenda, ha tentato il riavvicinamento tra i due. Entrambi hanno accettato e l'incontro è avvenuto nella casa comunale di via Gionti.

Un chiarimento non volto solo a ricostruire gli eventi, ma soprattutto per provare a chiudere quella pagina attraverso un confronto diretto. I due ragazzi hanno quindi parlato a lungo e anche i rispettivi genitori hanno avuto modo di incontrarsi.

Coltello nello zaino al liceo, il sindaco di Terzigno chiede di incontrare il 14enne e i genitori

Queste le parole del sindaco: «Ho voluto incontrarli entrambi perché sapevo che avrebbe aiutato a superare quel momento di rabbia e a capire meglio quanto era successo. Abbiamo parlato a lungo, ci siamo fatti anche quattro risate. E alla fine è arrivato quello che speravo: si sono chiariti e si sono stretti la mano. È stato un gesto spontaneo, sincero, vero».

Una stretta di mano che per il sindaco Salvatore Carillo diventa il punto di partenza di una riflessione più ampia. «Crescere significa anche questo: avere il coraggio di dire “sì, ho sbagliato”, assumersi le proprie responsabilità e chiedere scusa». Proprio come aveva detto anni fa De Filippo all'interno de Il Sindaco del Rione Sanità : «L’uomo è uomo quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa».

Ora, però, la richiesta: che l'incontro e la storia dei due ragazzi possa diventare un monito per gli altri giovani. Il motivo è principalmente uno: «Una delle cose che mi ha fatto più male di tutta questa vicenda è stato vedere il video del litigio e accorgermi che, mentre se le davano di santa ragione, nessuno interveniva per separarli.

Anzi, si sentiva persino qualcuno incitarli. E questo non va bene». Da qui il richiamo, ovvero la speranza per cui tutti possano imparare da episodi del genere.

Carillo ha poi voluto ringraziare la dirigente scolastica e i docenti «per la sensibilità con cui hanno seguito i ragazzi in questi giorni».

Ora resta quella fotografia dei due ragazzini insieme, riuniti dopo giorni segnati dalla tensione. Sta lì il significato dell'incontro: «In questa foto c’è tutto il mio orgoglio di essere terzignese. Perché racconta la vera Terzigno, quella che conosco e che amo, fatta di persone perbene». E conclude: «Alla fine, anche da una brutta storia può venire fuori qualcosa di buono. E questa volta, forse, sono stati proprio loro due a ricordarcelo».