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Come eliminare l'abbronzatura a macchie e uniformare l'incarnato

August 12, 2026

Prima era la pubblicità, oggi sono i social a darci spesso un'idea distorta del corpo e, in particolare, della sua presunta perfezione, quando la realtà è, a conti fatti, molto diversa sotto tutti i punti di vista. Anche l'abbronzatura diventa così un terreno scivoloso: le immagini che scorrono sui nostri schermi mostrano coloriti uniformi e pelli luminose, mentre noi ci ritroviamo davanti allo specchio con un'abbronzatura a macchie, disomogenea, con zone più scure e altre più chiare rispetto al resto del corpo.



In realtà è una situazione piuttosto normale, non solo perché la pelle non è uguale in tutte le parti del corpo e le diverse aree hanno spessore, texture e quantità di melanina differenti, reagendo quindi in modo diverso ai raggi UV, ma anche perché, salvo rarissime eccezioni, non prendiamo il sole completamente nudi. Costume, spalline, cappelli, movimenti e semplicemente il modo in cui ci sdraiamo fanno sì che alcune zone ricevano più sole di altre. A questo si aggiungono una desquamazione non uniforme, una pelle particolarmente secca, aree naturalmente più pigmentate e piccoli traumi cutanei: insomma, è quasi inevitabile che il risultato non sia perfettamente omogeneo.

Nella maggior parte dei casi l'abbronzatura a macchie è un fenomeno temporaneo destinato a scomparire insieme alla tintarella, a volte, può essere il segnale di una vera e propria discromia cutanea. Alcune persone sono più predisposte a sviluppare macchie iperpigmentate oppure zone più chiare, una condizione chiamata ipocromia, in altri casi il problema può essere il melasma, una forma di iperpigmentazione cronica che tende a peggiorare con l'esposizione solare. Tutto questo ci ricorda che la pelle racconta molto più della nostra salute di quanto siamo abituati a pensare e, quando i cambiamenti persistono, merita sempre un po' di attenzione.

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Come evitare che l'abbronzatura diventi a macchie

L'abbronzatura è il risultato di una maggiore produzione di melanina, il meccanismo con cui la pelle cerca di difendersi dai raggi ultravioletti. Per questo motivo non può essere considerata un fenomeno completamente salutare, anche se culturalmente continuiamo ad associarla all'idea di vacanza, benessere e bellezza. Grazie alla maggiore consapevolezza, sempre più persone anche in Occidente adottano la filosofia asiatica di coprirsi completamente in estate anche in spiaggia, indossando cappelli, guanti e indumenti con protezione UV per evitare di abbronzarsi. Comunque, oggi tutti conosciamo i danni del sole quindi se scegliamo di prenderlo, lo facciamo tendenzialmente in modo più oculato e intelligente.

Per evitare che l'abbronzatura diventi disomogenea ci sono alcune accortezze da adottare sia prima sia durante l'esposizione. Esporsi nelle ore più calde senza protezione aumenta il rischio di ustioni, macchie e fotoinvecchiamento, ma è altrettanto importante evitare ceretta, peeling e trattamenti estetici che possono irritare la pelle nei giorni immediatamente precedenti all'esposizione. È consigliabile inoltre rimandare le lunghe giornate al sole in presenza di acne infiammata, follicolite o dermatiti e prestare particolare attenzione se si assumono farmaci fotosensibilizzanti, come alcuni antibiotici, cortisonici, retinoidi o se si è in corso di terapie ormonali, che possono aumentare il rischio di iperpigmentazione.

Le macchie tendono a comparire soprattutto su viso, braccia e gambe, le aree maggiormente esposte ai raggi UV ma anche quelle più soggette a piccoli traumi e sfregamenti, quindi sono le zone sulle quali vale la pena essere ancora più scrupolosi con la protezione solare.

Come distinguere un'abbronzatura a macchie dal melasma

Diverso è il discorso del melasma, una forma di iperpigmentazione cronica che interessa soprattutto il viso e compare in particolare su fronte, guance, naso, labbro superiore e mento. È favorito da cambiamenti ormonali, predisposizione genetica ed esposizione ai raggi UV, che rendono le macchie ancora più evidenti durante l'estate.

Si distingue da una semplice abbronzatura a macchie perché non scompare con la fine della tintarella, ma persiste per mesi o addirittura anni e necessita di trattamenti dermatologici specifici. Le macchie hanno generalmente bordi abbastanza definiti, sono spesso simmetriche e tendono a ripresentarsi ogni estate se non vengono adeguatamente trattate e protette.

L'abbronzatura maculata, invece, compare durante o subito dopo l'esposizione al sole, interessa sia il viso sia il resto del corpo e tende a migliorare spontaneamente con il naturale ricambio cellulare della pelle, fino a scomparire gradualmente.

Come eliminare un'abbronzatura disomogenea

Il ricambio cellulare dell'epidermide richiede mediamente circa un mese, anche se con l'età questo processo può rallentare. Una volta terminata l'esposizione al sole, la pelle tornerà progressivamente al proprio colore naturale nell'arco di alcune settimane o di qualche mese, a seconda dell'intensità dell'abbronzatura. Non esiste un modo per "lavare via" la tintarella da un giorno all'altro, così come non esistono prodotti capaci di conservarla indefinitamente.

Possiamo però favorire un colorito più uniforme esfoliando delicatamente la pelle una o due volte alla settimana: meglio evitare scrub meccanici troppo aggressivi e preferire esfolianti chimici delicati, ad esempio a base di acido lattico o acido mandelico, accompagnati da una buona idratazione quotidiana. Una pelle ben idratata si desquama in modo più uniforme e mantiene più a lungo un aspetto luminoso e omogeneo.

Se l'abbronzatura è particolarmente disomogenea, soprattutto sul viso, è possibile ricorrere temporaneamente a gocce o prodotti autoabbronzanti da applicare esclusivamente sulle zone più chiare, così da uniformare otticamente l'incarnato mentre la pelle torna gradualmente al suo colore naturale. Quello che invece bisogna evitare è cercare di accelerare il processo con scrub aggressivi, spazzole abrasive o rimedi fai-da-te: si rischia solo di irritare ulteriormente la pelle e accentuare le discromie. Serve un po' di pazienza e lasciare che la pelle segua i suoi tempi.

Se le macchie non scompaiono con la fine dell'abbronzatura, peggiorano, cambiano forma o colore oppure sono accompagnate da desquamazione, prurito o infiammazione, potrebbero non essere semplicemente il segno di una tintarella disomogenea ma di un melasma o di altre forme di iperpigmentazione: in questi casi è consigliabile rivolgersi al dermatologo, che potrà valutare il trattamento più adatto. Anche la medicina estetica offre diverse soluzioni, come peeling chimici, laser o trattamenti depigmentanti, generalmente da eseguire in autunno o in inverno, quando la pelle non è più abbronzata e può essere trattata in sicurezza.

Giocare d'anticipo con un'esposizione graduale, una protezione solare adeguata e qualche attenzione in più resta sempre la strategia migliore per prevenire la comparsa delle macchie. Se però ormai sono comparse, non resta che affidarsi a trattamenti delicati e avere un po' di pazienza: con il tempo la pelle tornerà uniforme e luminosa e, soprattutto, l'estate successiva sapremo già come evitare di ritrovarci nella stessa situazione.

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