Ieri, appena si sono diffuse le immagini di Ceuta con le migliaia di giovani marocchini che travalicavano illegalmente la frontiera con l'Europa, l’Italia ha annunciato di essere pronta a sospendere lo spazio Schengen con la Spagna.
Come dire: la campagna elettorale è già iniziata e quella dei porti e dei confini chiusi, a proposito di immigrazione clandestina, è sempre uno slogan che funziona.
Fatto sta che geograficamente, bisogna dire che gli immigrati irregolari ripresi ieri dalle telecamere si trovano ancora nel continente africano (Ceuta è un'enclave spagnola sul territorio marocchino).
E che Italia e Spagna non sono propriamente due Paesi confinanti.
Allora, quando Giorgia Meloni ha annunciato via social di essere pronta "a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna", cosa intendeva? Di cosa parlava?
Meloni ha evocato una clausola del trattato che consente il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne in caso di “minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna”.
Ma questo, a parte che ha già provocato una crisi diplomatica con Madrid (tanto che la Moncloa ha convocato il nostro ambasciatore), come si potrebbe tradurre nella realtà?
Perché Giorgia Meloni dopo la crisi dei migranti a Ceuta ha evocato subito la chiusura dei confini
La crisi di Ceuta è divampata ieri, 30 luglio, quando social e tv hanno iniziato a trasmettere le immagini di migliaia di persone – secondo le stime tra 1.500 e oltre 2.000 – che raggiungevano a nuoto o con gonfiabili l’exclave spagnola di Ceuta.
L’afflusso improvviso ha causato almeno 9 morti e ha spinto le autorità locali a chiedere l’intervento dell’esercito oltre che la dichiarazione di emergenza nazionale.
Ma quanto accaduto è stato non meno drammatizzato in Italia, dove il governo ha cavalcato l’evento sostenendo che è la prova di come l’immigrazione clandestina “fuori controllo” possa essere una minaccia concreta per la sicurezza delle frontiere europee.

“L’Italia non resterà a guardare”
si è subito precipitata a scrivere sui social Giorgia Meloni, citando esplicitamente la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, da parte sua, ha subito rilanciato la linea dura, dichiarandosi favorevole alla “chiusura dello spazio Schengen con la Spagna” e collegando la crisi alle scelte interne di Madrid, in particolare alla regolarizzazione di oltre 500 mila immigrati irregolari, che secondo il governo italiano incentiverebbe il traffico di esseri umani.
Matteo Salvini e Roberto Vannacci, poi, sono andati a nozze. Davanti alle immagini diffuse dai social, il primo ha definito la sospensione di Schengen “un dovere per difendere le frontiere e proteggere gli italiani”. Il secondo ha battuto il tasto della remigrazione.
Ma davvero l'Italia può "chiudere i confini" con la Spagna?
In cosa consiste la sospensione dello spazio Schengen
La sospensione dello spazio Schengen è prevista dall’articolo 25 del Trattato di Schengen: consente a uno Stato membro, “in via eccezionale”, di ripristinare il controllo di frontiera sulle proprie frontiere interne “in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna”.
La misura è concepita come extrema ratio, da adottare solo quando non esistono altri strumenti disponibili. Ed è pro tempore. La durata massima iniziale, infatti, è di 30 giorni, prorogabile fino a due anni in “circostanze eccezionali”. Ma la durata totale del ripristino non può superare i sei mesi.
La sospensione di Schengen, inoltre, richiede una notifica obbligatoria alla Commissione europea, al Parlamento Ue e agli Stati membri interessati.
Nel caso dell’Italia, la sospensione con la Spagna non riguarda un confine terrestre diretto, ma si applicherebbe ai controlli sui voli, sui traghetti e sulle tratte marittime tra i due Paesi, ovvero alle frontiere interne “in parti specifiche” dello spazio Schengen.
Dal punto di vista pratico, la misura comporterebbe il ripristino dei controlli documentali e doganali per chi entra in Italia dalla Spagna, con possibili ripercussioni sui tempi di transito, sui trasporti e sul turismo.
Come dire: più che i migranti, se davvero il governo Meloni decidesse di sospendere Schengen con la Spagna, rischierebbe di bloccare i vacanzieri.