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Come giocherà la nuova Italia di Mancini? 4-3-3 e qualche volto nuovo. I nomi

July 28, 2026

A centrocampo possibili chance per Fagioli, mentre sulla parte destra del tridente d'attacco c'è l'imbarazzo della scelta tra Orsolini, Politano, Chiesa e Berardi

Italia, Roberto Mancini nel 2022 (Ansa)

Italia, Roberto Mancini nel 2022 (Ansa)

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Roma, 28 luglio 2026 - A poco meno di tre anni da quelle dimissioni che sancirono l’addio di Roberto Mancini alla Nazionale italiana scatenando non poche critiche - anche alla luce dell’immediato approdo del ‘Mancio’ alla guida dell’Arabia Saudita con un contratto faraonico -, il tecnico jesino è pronto a fare il suo ritorno sulla panchina azzurra, chiamato dal nuovo numero uno della FIGC Giovanni Malagò (che lo ha sempre messo in cima alla sua lista di gradimento anche in virtù di una grande amicizia) appena ventiquattro ore dopo il terremoto mediatico che ha portato al mancato arrivo di Andrea Pirlo a causa del ‘caso Fonbet’ e le successive dimissioni di Maldini e Leonardo, a 16 giorni dalla loro nomina. La sfida che ha questa volta davanti a sé Mancini - l’ultimo CT a portare l’Italia in trionfo, agli Europei del 2021 - non è certo delle più semplici, perché l'allenatore dovrà cercare di ricostruire dalle fondamenta un’Italia che manca dai Mondiali da ben dodici anni e punta a tornare quanto prima nel ‘Gotha’ del pallone.

Il presidente della FIGC Giovanni Malagò (Ansa)

Il presidente della FIGC Giovanni Malagò (Ansa)

I nomi in ballo per la Nazionale

Gli azzurri torneranno in campo tra meno di due mesi (si gioca il 25 settembre) per affrontare il Belgio nella fase a gironi della Nations League all’Olimpico di Roma. E proprio la Nations League fu l’ultimo teatro calcato dall’Italia 1.0 di Roberto Mancini, che il 18 giugno 2023 sconfisse 3-1 l’Olanda grazie alle reti di Dimarco, Frattesi e Chiesa conquistando così il terzo posto finale nella manifestazione. In quell’occasione, gli azzurri scesero in campo con il 4-3-3, schierando Donnarumma tra i pali, una linea a quattro di difesa formata da Toloi, Acerbi, Buongiorno e Dimarco, un centrocampo formato da Frattesi, Cristante e Verrati e il tridente d’attacco Gnonto-Retegui-Raspadori.

Gianluigi Donnarumma (foto Aldo Liverani)

Gianluigi Donnarumma (foto Aldo Liverani)

La domanda che si fanno tutti, ora che il ritorno in azzurro del ‘Mancio’ è cosa fatta, è: come giocherà la sua Italia 2.0? Il punto fermo, ci sentiamo di affermare, sarà il 4-3-3, modulo adottato per quasi tutta la carriera di allenatore da Mancini. Non in discussione, al netto di infortuni e squalifiche, neppure la presenza di Gianluigi Donnarumma tra i pali della porta azzurra. A comporre la linea a quattro di difesa davanti al portiere campano potrebbero invece essere Palestra o Di Lorenzo sulla destra, Mancini e Bastoni (con Calafiori, bravo in impostazione, Scalvini e Buongiorno prime alternative) al centro e Dimarco sulla sinistra. Pochi dubbi sulle mezzali titolari, che saranno quasi certamente Barella e Tonali, i quali affiancheranno uno tra Locatelli e Fagioli, reduce da un’ottima stagione alla Fiorentina. Non sono da escludere sorprese anche nel tridente offensivo.

Il favorito per occupare il centro dell’attacco è Mateo Retegui, lanciato in azzurro proprio da Mancini, ma dietro di lui scalpitano Kean e Scamacca. Sulla sinistra Zaccagni potrebbe avere buone possibilità di restare il titolare della cattedra (possibile sorpresa Koleosho), mentre sulla destra ci potrebbe essere maggiormente l’imbarazzo della scelta con Orsolini, Politano, Chiesa e Berardi a giocarsi il posto. Dubbi che solo Mancini potrà definitivamente sciogliere nei primi impegni ufficiali della sua seconda vita da CT azzurro.

Come giocherà la nuova Italia di Mancini? 4-3-3 e qualche volto nuovo. I nomi

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