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Comprare casa se sei una donna single è ancora visto con diffidenza

July 20, 2026

Su Reddit, social network e forum di discussione online, una donna racconta che aveva 29 anni quando ha iniziato a pensare di acquistare casa. Era il 2020 e il suo fidanzato di allora aveva problemi col lavoro. Lui la accompagnava agli appuntamenti per vedere gli appartamenti, ma non faceva nulla per nascondere la sua contrarietà. “Cercava il pelo nell’uovo in ogni singola casa che veniva a vedere con me e provava a farmi arrivare in ritardo agli appuntamenti per le visite”, ha scritto la donna. La casa che alla fine ha acquistato era andata a vederla da sola, ma ha trascorso il giorno del rogito a litigare con lui al telefono. “Inutile dire che ho rotto con lui poco dopo questa esperienza”, ha scritto. Un’altra donna dice di aver comprato la sua prima casa da sola a 30 anni. Qualche anno dopo ha iniziato a frequentare un ragazzo che è subito sembrato “minacciato” dal fatto che lei avesse acquistato una casa da sola e che guadagnasse più di lui: “Mi ha definito un’arrampicatrice sociale e mi ha detto che frequentavo solo uomini ricchi per i loro soldi. Giusto per ribadirlo, ero single e ho comprato casa mia con i soldi che avevo guadagnato io”. Una donna invece ha raccontato al quotidiano britannico The Guardian di come alcuni uomini che ha frequentato abbiano perso interesse nei suoi confronti non appena hanno scoperto che aveva acquistato casa da sé: “È come se questa cosa li mettesse sulla difensiva, così iniziano a parlare delle loro capacità economiche e di cosa loro possono permettersi”.

Nonostante il divario retributivo di genere e le maggiori difficoltà delle donne di entrare, restare e progredire nel mondo del lavoro, molte donne oggi stanno scegliendo di comprare casa da sole. Secondo la National Association of Realtors (NAR), associazione del settore immobiliare statunitense, tra gli acquirenti americani le donne single avrebbero addirittura superato la loro controparte maschile: il 61% di chi ha comprato casa nel 2025 è composto da coppie, il 21% da donne e solo il 9% da uomini. Simili i dati su chi ha comprato la prima casa: il 25% è rappresentato da donne single contro il 10% degli uomini. Un’analisi condotta dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa in Italia ha rilevato che anche nel nostro Paese una buona fetta di acquirenti è costituita da donne. Nel 2025 infatti le donne che hanno comprato casa hanno rappresentato il 27,4% del totale, con un’età media all’acquisto di circa 44 anni. Se è stato registrato un lieve calo nella percentuale delle donne acquirenti rispetto agli anni passati, l’analisi del Gruppo Tecnocasa nota invece un aumento della percentuale di donne single: nel 2024 costituivano il 49,7% del totale, mentre nel 2025 hanno superato il 52%. Di queste, più di 3 su 10 avevano tra i 18 e i 34 anni. “Mi ero stancata di aspettare l’uomo giusto per cominciare il mio futuro, e quindi l’ho fatto da sola”, ha scritto una donna su Reddit, commentando la scelta di comprare casa: “Avere una casa è sempre stato importante per me. Ho sempre desiderato la stabilità che ne deriva. Ho messo da parte dei risparmi e ne ho appena comprata una”.

Come testimoniano le storie citate, questa scelta e affermazione di indipendenza non sempre viene letta in un’ottica positiva da eventuali partner maschili, e la ragione è la stessa che porta tanti uomini a non accettare che la propria compagna guadagni più di loro. Secondo il rigido ruolo di genere imposto dalla cultura patriarcale infatti, è l’uomo a doversi fare carico del mantenimento economico della coppia e della famiglia, e dunque anche a detenere il potere che ne può derivare: quando questo non avviene, da tanti è vissuto come un attacco alla loro virilità e identità maschile, e a quel punto fanno fatica a riconoscere il ruolo che possono avere all’interno della coppia.

Come spiega la dottoressa Joanna Syrda, Professoressa associata all’Università di Bath, nel Regno Unito, molti studi, inclusa una ricerca che lei stessa ha condotto e pubblicato nel 2019, “hanno individuato associazioni tra un reddito relativo più elevato delle mogli ed esiti negativi a livello psicologico o di salute tra gli uomini”. Non è una regola universale, spiega l’esperta e ricercatrice in ambito di sociologia ed economia del lavoro e di genere, ma quando questo accade, il disagio potrebbe riflettere un’adesione alle norme tradizionali di genere, e alla “persistente aspettativa che l’uomo debba essere il principale capofamiglia”. Secondo la professoressa Syrda, il fatto che una donna acquisti una casa da sola “potrebbe plausibilmente innescare dinamiche simili, a causa di ciò che la proprietà immobiliare simboleggia: sicurezza, competenza e indipendenza. Ciò potrebbe indicare che non ha bisogno di un uomo che provveda al suo sostentamento, cosa che alcuni uomini potrebbero percepire come una minaccia al proprio status. Le reazioni variano: la distinzione fondamentale è tra aspettative tradizionali e paritarie”.

Quando un uomo si sente minacciato da una donna che guadagna o possiede più di lui può reagire con aggressività, umiliando la partner e anche agendo violenza: uno studio australiano, ad esempio, ha rilevato che quando una donna ha uno stipendio più alto di quello del suo partner ha il 35% di rischio in più di subire violenza domestica e il 20% in più di essere vittima di abusi psicologici. La professoressa Syrda cita un altro rischio potenziale: “Una donna potrebbe sentirsi sotto pressione a minimizzare il proprio successo”, potrebbe frenare la sua carriera, o aderire a un ruolo di genere tradizionale in ambito domestico: in una ricerca condotta dalla stessa professoressa Syrda, “specialmente tra i genitori, le donne che guadagnavano di più non svolgevano meno lavori domestici. Ai livelli più alti, il divario è addirittura aumentato, suggerendo che alcune coppie reagiscono al fatto che la donna sia la principale fonte di reddito assumendo ruoli più tradizionali in casa”. Tiffany, una donna intervistata dal quotidiano The Guardian, si è sentita dire durante un appuntamento: “Se compri casa da sola, cosa può fare un uomo per te?”. Una domanda che l’ha lasciata interdetta. Oggi invece è felice della scelta che ha fatto, e della libertà che ne è derivata. Ha anche cancellato le app di dating: dopo aver incontrato uomini che sdegnavano apertamente l’indipendenza femminile, ha capito di non voler perdere altro tempo con chi si sente minacciato da una donna che ha acquistato casa, ha un lavoro, guadagna bene e semplicemente sa badare a se stessa. E piuttosto si chiede: “Dove sono gli uomini autosufficienti e che amano leggere, che sono disposti ad andare in terapia e che non hanno paura di una donna che possiede un passaporto? Sembra davvero assurdo dirlo ad alta voce, ma non mi sembra di perdermi granché scegliendo di leggere un libro invece di scorrere i profili su Hinge”.