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Comuni, la lunga crisi: tra rischio infiltrazioni e tensioni tra i partiti

July 18, 2026

Una bufera al giorno, polemiche continue, liti tra i partiti. Ma anche indagini, commissioni d'accesso, scioglimenti. Governare un Comune è sempre più difficile, almeno nell'area metropolitana di Napoli. L'instabilità è la regola. Le amministrazioni sono alle prese con mille problemi e la fine naturale della consiliatura sembra sempre più un traguardo impossibile da raggiungere: quasi sempre il voto anticipato prevale, perché arriva qualche indagine a spazzare via connivenze o semplicemente perché crollano miseramente le alleanze elettorali. Colpa dell'arretramento dei partiti? Della proliferazione di liste civiche composte solo per raggranellare voti? Dell'avanzare di politici senza scrupoli ma abilissimi a raccogliere consensi? Forse un mix di tutto questo.


Di certo non c'è zona della provincia che non soffra: dal Vesuviano all'area Nord, passando per il Nolano e la fascia costiera è tutto un equilibrio precario, anzi precarissimo. A Castellammare di Stabia il governo ha sciolto il consiglio per la seconda volta consecutiva, chiudendo anzitempo l'esperienza del sindaco giornalista Luigi Vicinanza, eletto due anni fa da una coalizione di quattordici liste. 
A Torre Annunziata la sorte del sindaco Corrado Cuccurullo è stata identica. A Ercolano tiene banco il video di una festa elettorale con un pregiudicato vicino a un clan che ha costretto il Pd a commissariare il circolo cittadino. Qui, però, il neosindaco Antonietta Garzia è appena agli inizi e quelli di «PER le Persone e la Comunità» chiedono una giunta «di altissimo profilo», capace di rappresentare «un segnale chiaro di discontinuità, trasparenza e competenza». Giunta che ieri sera la Garzia ha nominato. 


Le inchieste 


Va detto che oggi la tempesta si abbatte soprattutto sul Pd, ma il quadro generale non risparmia alcun colore politico. Marano di Napoli, amministrata dal centrosinistra, è stata sciolta per infiltrazioni camorristiche per la quinta volta, un record negativo nella storia degli scioglimenti in Campania. Ma a Poggiomarino, dove il sindaco Maurizio Falanga era stato eletto con il centrodestra, la stessa sorte è arrivata dopo l'arresto del primo cittadino, accusato di scambio elettorale politico-mafioso: di recente è arrivata la proroga di altri sei mesi per i commissari prefettizi. E poi c’è Sorrento, col processo all’ex sindaco Massimo Coppola (anch’egli di centrodestra), arrestato per un presunto giro di corruzione e turbativa d'asta negli appalti pubblici e nei concorsi del Comune. Oggi, con l’elezione a sindaco di Corrado Fattorusso, la città prova a voltare pagina.


La festa


A San Giuseppe Vesuviano, la vicenda della festa con politici e rampolli del clan continua a produrre scosse: il sindaco Michele Sepe ha chiesto di essere audito dalla commissione antimafia per fugare ogni sospetto, mentre proprio ieri si è dimesso dal consiglio comunale l'ex candidato sindaco Vincenzo Sangiovanni, in rotta con gli ormai ex alleati di minoranza dopo il loro avvicinamento alla maggioranza. 


Le tensioni 


Non meno instabile è Casoria, dove la rottura del Pd cittadino con il sindaco Raffaele Bene ha aperto una crisi che la maggioranza ha provato a ricucire con un documento sottoscritto da diciassette consiglieri e sei assessori. A Pozzuoli, al contrario, il direttivo del Pd ha voluto smentire sul nascere le voci di crisi, ribadendo sostegno unanime al sindaco Gigi Manzoni. 
Le fibrillazioni non risparmiano nemmeno i Comuni che hanno da poco voltato pagina, dopo un lungo periodo di instabilità. A Nola il sindaco Andrea Ruggiero, eletto poco più di un anno fa, ha già dovuto fronteggiare l'abbandono dell'aula da parte di quattordici consiglieri di maggioranza e, dopo la Festa dei Gigli, le accuse del Pd di immobilismo amministrativo. 
A Marigliano il sindaco Gaetano Bocchino si confronta con una maggioranza in cerca di identità. Comuni diversi, storie diverse, ma una sostanza che pare unica: chi amministra nell'area metropolitana di Napoli lo fa sapendo di stare su poltrone traballanti. Basta una piccola spinta e si finisce a terra.