Elephants

Con il caldo in città tornano le cicale, ma si moltiplicano anche gli scarafaggi. L'entomologo: «Con queste temperature si riproducono più in fretta»

August 6, 2026

TREVISO - Sempre più cicale, che in città fino a poco tempo fa praticamente non si erano mai viste mentre quest’anno proliferano e i loro “concertini” tra le fronde si sentono un po’ ovunque; ma anche sempre più blatte, i comuni scarafaggi, attirati dal clima torrido e non proprio piacevoli alla vista.

Sono le due facce della stessa medaglia: il cambiamento climatico che sta investendo la Marca. Le temperature roventi di questi ultimi anni stanno cambiando tante cose, compresa la presenza di insetti prima molto rari a queste latitudini. E se per le cicale l’effetto è anche gradevole, il classico frinire estivo dei maschi in attesa di accoppiamento allieta l’atmosfera di piazze e vie alberate, per gli scarafaggi il risultato è diametralmente opposto: la sola vita provoca sensazioni di disagio. Eppure in questi mesi il loro numero è aumentato a dismisura anche in città.

L’analisi

«È l’effetto del cambiamento climatico - spiega Stefano Vanin, trevigiano, entomologo forense e professore associato di Zoologia all’Università di Genova e coordinatore dei corsi di Biologia dello stesso ateneo - nelle nostre città vediamo insetti mai visti prima o visti molto raramente. L’alzamento delle temperature sta portando vari mutamenti. Per esempio quello delle blatte che in città come Treviso, ma non solo, saranno sempre di più. Il caldo ne favorisce la proliferazione. Si riproducono soprattutto nelle tubature, nei piccoli spazi, dove c’è accumulo di rifiuti. E saranno sempre di più.
Possiamo fare qualcosa per limitarne il numero? Sì, tipo tenere i fossi aperti e non tombinati, che poi sarebbe utile anche per limitare le zanzare, e creare le condizioni per riportare alcune specie predatorie autoctone come ragni, coleotteri, imenotteri. Insomma, rimedi biologici».

Il canto

Come detto, al di là degli scarafaggi, l’altro elemento è la presenza ormai fissa delle cicale. Una novità per il nostro territorio: «Anche queste sono sempre di più - conferma Vanin - da noi, fino a qualche anno fa, non ce n’erano. Poi, con l’alzarsi del riscaldamento, si sono spostate sempre più verso nord. E adesso hanno colonizzato praticamente tutte le città». Un po’ tutti gli insetti col caldo aumentano la loro attività. Le cicale lo fanno in modo particolare. Per due-tre anni stanno sotto terra sotto forma di nifee, quando diventano adulte escono per riprodursi: «La cicala presente nel nostro territorio è diversa da quella americana che ha un ciclo vitale anche di 17 anni. Quella nostrana va dai 2 ai 5 anni. In genere, quando sbuca dal terreno, dura una stagione. E più fa caldo e più canta».

La visione

La cicala non è pericolosa. È solo un indicatore biologico importante dell’ambiente che cambia: «Vero, la cicala non è pericolosa e non porta malattie - assicura Vanin - anzi alla lunga diventa parte del paesaggio. Altri insetti sempre più presenti sono le mantidi religiose, una specie invasiva alle nostre latitudini. E poi ovviamente le zanzare. Però questi cambiamenti ci inducono a riflettere sulla necessità di città sempre più verdi e più fresche. Vanno benissimo i boschi attorno alla città come sta facendo questa amministrazione, vanno bene i viali alberati ma sarebbero molto utili soprattutto i parcheggi ricchi di alberi».

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